La PolFer di Ancona arresta due italiani e un marocchino per rapina

Due di loro finiscono in carcere a Montacuto il terzo, minorenne, è finito in comunità

Ancona, 13 luglio 2020 – Notte movimentata quella scorsa per gli agenti della Polizia Ferroviaria in servizio presso la stazione di Ancona Centrale. A dar loro del lavoro sono stati due italiani e un marocchino che hanno tentato due rapine lungo i binari.

I tre soggetti, prima si sono avvicinati ad  un  passeggero in  attesa  di  prendere un treno per Lecce, gli hanno rubato gli occhiali  da  vista  e sono fuggiti al gran galoppo; poi, saliti a bordo di un convoglio in sosta nello scalo, hanno tentato di appropriarsi del  cellulare di un addetto alle pulizie dei treni che lo aveva lasciato in ricarica su un sedile dello scompartimento.

Agenti PolFer (foto di repertorio)

L’operario, accortosi di quanto stava accadendo e aiutato da un suo collega, ha cercato di far desistere i tre malviventi dal furto, non aspettandosi però la loro reazione violenta. A quel punto, all’operaio e al collega non è rimasto che mettersi a gridare.

Fortunatamente, le loro urla hanno attirato sul posto gli agenti della Polizia Ferroviaria del settore operativo, già nelle  vicinanze perché alla ricerca dei fautori del primo episodio. Prontamente bloccati, due malviventi sono stati portati nel carcere di Montacuto; il terzo, non ancora maggiorenne, è stato rinchiuso in  una  comunità per minori.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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