La Guardia di Finanza festeggia i 100 anni del finanziere Fausto Costantini

Ad Arcevia, sua città natale, ha lavorato come Vigile urbano dopo il congedo dal Corpo

Ancona – Il Finanziere in congedo Fausto Costantini ha festeggiato oggi i suoi cento anni. Per l’occasione, presso la Sala Consiliare del Comune di Arcevia, alla presenza del sindaco, dott. Andrea Bomprezzi, ha ricevuto la visita del Comandante Regionale Marche, Generale di Brigata Gianfranco Carozza che, insieme al Comandante Provinciale di Ancona, Col. t.ST Vincenzo Amendola e al Comandante della Tenenza di Fabriano, Ten. Pietro D’Angelo, ha portato alla fiamma gialla centenaria i migliori auguri da parte del Comandante Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi e dal Comandante Interregionale dell’Italia Centro-Settentrionale, Generale di Corpo d’Armata Edoardo Valente.

Le maggiori cariche della Guardia di Finanza e il sindaco di Arcevia, Andrea Bomprezzi , festeggiano il centenario ex finanziere Fausto Costantini

Gli intervenuti si sono congratulati con il festeggiato per il raggiungimento dello straordinario traguardo, manifestando l’affetto e la vicinanza di tutti i finanzieri delle Marche.

Il finanziere Fausto Costantini, nato il 25 aprile 1917 ad Arcevia, si è arruolato nel corpo dell’allora Regia Guardia di Finanza il 23 agosto 1937. Ha frequentato la Scuola Allievi Finanzieri di Predazzo (TN), ove ha svolto il corso per sciatori, per poi essere destinato alla Legione Territoriale di Milano.

L’arceviese Fausto Costantini

Ha prestato servizio in vari reparti di confine della Lombardia alle sedi di Olgiate, Sondrio e Ponte Chiasso e, dopo essersi congedato dal Corpo delle Fiamme Gialle ha continuato l’attività lavorativa prestando servizio quale Vigile urbano nel Comune di Arcevia.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo