Il Sindacato di Polizia Sap contesta le decisioni del Questore Capocasa

In discussione i servizi di promozione dell’attività della Polizia di Stato a Numana e Senigallia e il controllo appiedato all’ingresso della Questura di Ancona

Ancona, 4 agosto 2022 – Da settimane ormai il Sap, sindacato autonomo di Polizia, attraverso il suo segretario provinciale Filippo Moschella già sindaco di Sirolo, porta avanti una protesta contro il Questore di Ancona Cesare Capocasa.

Ragione della protesta i servizi di rappresentanza e di promozione delle attività della Polizia di Stato che il Questore ha organizzato nei fine settimana di luglio e agosto in Piazza Miramare a Marcelli di Numana e a Senigallia. Servizi che il Sap descrive come evitabili: «Con gli agenti sotto organico, molto più necessari al controllo del territorio e della sicurezza dei turisti in questo periodo estivo, non ha molto senso utilizzarli per divulgare materiale informativo e gonfiare palloncini manualmente nelle piazze antistanti le spiagge».

Numana – Poliziotti durante i servizi di rappresentanza contestati dal Sindacato

Da oggi, a questa si aggiunge un’altra protesta del Sap dopo che il Questore ha disposto il controllo appiedato esterno dell’ingresso principale blindato della Questura.

«Da oggi infatti – spiega il segretario provinciale del sindacato, Moschella – arrivando in Questura, gli utenti possono assistere alla militarizzazione dell’ingresso principale, già dotato di vetri blindati e di tutti i sistemi di sicurezza più moderni a seguito della recente ristrutturazione, messa in atto con ben 5 poliziotti in divisa, probabilmente per controllare gli stranieri richiedenti asilo politico che, come sempre, attendono pazientemente sui marciapiedi il proprio turno per entrare negli uffici.

Filippo Moschella, segretario provinciale del Sap e sindaco di Sirolo

Certamente gli stranieri sono numerosissimi e l’Ufficio Immigrazione sta dando il massimo – continua Moschella – Nonostante l’assenza dei mediatori culturali che aiutano per l’espletamento delle pratiche cui il Ministero dell’Interno non ha rinnovato ii contratto temporaneo, questi stranieri non hanno mai creato disagi all’esterno, quindi non si comprende la finalità del servizio di controllo».

Per il Sap, qualcosa non funziona anche nell’Ufficio Prevenzione Generale delle Volanti.  «A seguito della diminuzione del personale dovuta anche alla ricostituzione, nei mesi scorsi, del servizio del poliziotto di quartiere nonostante sia praticamente scomparso in tutta Italia, sono ormai continui gli spostamenti di personale deputato alle indagini di polizia giudiziaria al settore preventivo delle Volanti, quindi non sappiamo se sono a rischio le indagini di P.G.»

Cesare Capocasa, Questore di Ancona

In conclusione, il segretario provinciale Moschella riassume: «Insomma, mentre il Prefetto Darco Pellos, a seguito dell’incontro col Sap del 28 luglio scorso, ha chiesto un interessamento specifico al Viminale per il potenziamento degli organici, il Questore Capocasa utilizza cinque uomini al Corpo di Guardia e organizza gazebo informativi ogni fine settimana, nonostante l’aumento esponenziale dei servizi di ordine pubblico per le manifestazioni estive che mettono a dura prova il sistema sicurezza».

Ovviamente, il Sap ci tiene a far sapere che anche sabato prossimo continuerà la protesta davanti ai gazebo informativi della Polizia di Stato a Senigallia e Numana.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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