Il sindacato di Polizia di Ancona va a congresso

Mercoledì 29 giugno, tra l’altro, affronterà il tema prioritario del declassamento della Questura dorica con diminuzione dell’organico

Ancona, 27 giugno 2022 – Il Silp Cgil Ancona, il sindacato della Polizia, va a congresso: mercoledì 29 giugno presso la sede della Cgil in Via 1° Maggio 142/A a partire dalle ore 10 fino alle 13.

Per il Silp è il sesto congresso, dal titolo: Lavoro, diritti e dignità. Sarà l’occasione per discutere dei gravi problemi che da anni interessano le forze di polizia della provincia e della regione.

«Tra le priorità c’è il declassamento della Questura di Ancona – dichiara Vincenzo Talmi, segretario provinciale Silp Cgil – una questione che riguarda tutta la città perché questo passaggio comporterà una diminuzione di organico e, quindi, la difficoltà di garantire i servizi essenziali come il pronto intervento, le attività di polizia amministrativa e le indagini di polizia giudiziaria».

Negli ultimi mesi, il problema della sicurezza con il diffondersi delle baby gang ad Ancona in particolare, ha reso indispensabile un maggiore controllo del territorio e una maggiore presenza di agenti in provincia.

«Ma se il declassamento diventerà effettivo – spiega Talmi – ci saranno molte difficoltà nel contrastare il libero svolgimento delle attività economiche e la pacifica convivenza dei cittadini».

Attualmente, l’organico della Questura di Ancona contempla circa 250 agenti, con il declassamento si scenderà a 190.

«Non si può accettare un provvedimento fatto a tavolino – sottolinea Talmi – che non tenga contro della realtà locale. Occorre rimettere al centro i problemi dei cittadini e il bene della sicurezza che è il presupposto dello sviluppo. Per questo, serve un’alleanza comune».

 

redazionale

© riproduzione riservata

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo