Il forte vento fa danni in tutta la regione

Diversi interventi dei Vigili del fuoco nelle provincie di Ancona e Macerata. Scontro a Fabriano fra un autocarro e un'autovettura

Il vento forte di questi giorni, che ancora persiste pur diminuendo d’intensità rispetto alla nottata, ha costretto i Vigili del fuoco a diversi interventi in varie provincie delle Marche. Se ne segnalano un po’ ovunque.

L’intervento dei Vigili del fuoco a Falconara Marittima

Nel pomeriggio di ieri, sono intervenuti a Falconara Marittima per la rimozione di un albero. A seguito del vento forte dei giorni scorsi, un albero si è inclinato vistosamente sulla sede stradale. Gli operatori giunti sul posto, utilizzando l’Autoscala e la motosega, hanno rimosso l’albero ripristinando le condizioni di sicurezza. Non si segnalano danni a persone.

Poco dopo, i Vigili del fuoco sono intervenuti a Fabriano sulla “SP.16” (la strada che va da Fabriano a Sassoferrato) al Km 18 + 700, per un incidente stradale. Per cause in fase di accertamento, ma non si esclude che il vento possa essere una concausa, si sono scontrati frontalmente un autocarro con un’autovettura condotta da un sessantenne.

Lo scontro avvenuto a Fabriano fra un autocarro e un’autovettura

Gli operatori accorsi sul posto hanno prestato soccorso al conducente della vettura che, ricevute le prime cure, è stato trasportato dai sanitari del 118 al pronto soccorso di Fabriano. Successivamente hanno messo in sicurezza i mezzi incidentati. Durante le operazioni di soccorso l’arteria stradale è rimasta chiusa al traffico per circa 60 minuti.

Nel Comune di Gagliole (MC), vicino Selvalagli, un albero si è abbattuto su un’auto danneggiandola. Illeso il conducente.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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