I Vigili del fuoco di Ancona ricevono la visita del prefetto Darco Pellos

Deposto un mazzo di fiori al monumento dedicato ai pompieri caduti in servizio

Ancona, 25 gennaio 2022 – Ad accogliere in mattinata il prefetto Darco Pellos nella sede dei VVF dorici “A. Filippini” di Via Bocconi, sono stati il direttore regionale ingegner Antonio La Malfa e il comandante ingegner Mariano Tusa, che lo hanno accompagnato nella visita della struttura operativa di recente realizzazione.

al centro, il prefetto di Ancona Darco Pellos, alla sua destra  il direttore regionale Antonio La Malfa; alla sua sinistra il comandante Mariano Tusa

Il Prefetto ha incontrato il personale in turno di servizio che, nei diversi ruoli, costituisce il dispositivo di soccorso a favore della cittadinanza. Ha poi deposto un mazzo di fiori al monumento ai Vigili del fuoco caduti in servizio quale testimonianza verso coloro che hanno immolato la propria vita per il prossimo.

Il Prefetto ha preso visione, con interesse, delle caratteristiche operative della sede, dei mezzi e delle attrezzature a disposizione del Comando e ha espresso stima e apprezzamento per la preziosa attività svolta dai Vigili del fuoco e il costante impegno profuso per la sicurezza del cittadino. Gli sono state illustrate le capacità operative e le diverse specialità presenti al Comando, nonché il resoconto dell’attività dell’anno appena trascorso.

È stato anche ricordato che nella giornata odierna ricorre il cinquantenario della prima scossa di terremoto che è stata l’inizio dello sciame sismico che nel 1972 ha colpito Ancona per diversi mesi, e che ha visto i Vigili del fuoco intensamente impegnati nel soccorso e assistenza alla popolazione.

Il Comandante provinciale ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza del rapporto di stretta collaborazione esistente con la Prefettura di Ancona, quale elemento cardine per il coordinamento nelle situazioni di emergenza sul territorio.

Erano presenti i referenti delle sei sedi territoriali nella provincia e una rappresentanza dell’Associazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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