Finto chirurgo estetico condannato a oltre nove anni di reclusione

Senza titoli, ha causato gravi danni a pazienti ignari

Chiaravalle – Nel tardo pomeriggio di ieri, i carabinieri della stazione di Agugliano hanno eseguito un ordine di espiazione di pena detentiva – emesso il 5 dicembre dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale, ufficio Esecuzioni penali di Ascoli Piceno, a firma del Sostituto procuratore Cinzia Piccioni.

Una pattuglia dei carabinieri di Agugliano

In altre parole, hanno arrestato per il delitto di: “associazione a delinquere finalizzata alla truffa, tentata truffa e sostituzione di persona”,  il pluripregiudicato e truffatore seriale chiaravallese V.M., nato a Santa Maria Nuova nel 1958, residente in Chiaravalle, ma di fatto domiciliato in Polverigi; coniugato, nullafacente e attualmente ai domiciliari.

V.M., prelevato dalla propria abitazione detentiva di Polverigi è stato condotto presso la Compagnia di Osimo e sottoposto al fotosegnalamento, ai rilievi dattiloscopici e ulteriori adempimenti amministrativi.

Dovrà espiare in carcere la pena di 9 anni, 10 mesi e 3 giorni, oltre al recupero della pena pecuniaria della multa di € 3.750,00, per i suddetti reati commessi e andati a sentenza in via definitiva il 10 aprile 2016 presso il Tribunale Ordinario di Ascoli Piceno e la Corte d’Appello di Ancona, per più fatti commessi negli anni precedenti, ovvero dal 2010 al 2013 nella provincia di Ascoli Piceno, quando esercitava in modo illecito la professione di medico-chirurgo estetico, causando danni gravi a pazienti ignari della sua non idoneità alla professione.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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