Filottrano – Badante rubava al bancomat dell’anziano che assisteva

È stato l’89enne di Filottrano ad accorgersi degli ammanchi e a sporgere denuncia

Filottrano – Nella serata di ieri i militari della locale Stazione, a compimento di autonoma attività di indagine, arrestavano in flagranza di reato per: “indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione”, Antonietta De Falco, 46enne originaria di Mondragone (CE), residente in Filottrano, coniugata, casalinga, incensurata.

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Le indagini erano iniziate alcuni giorni fa, dando seguito alla denuncia di un anziano 89enne del luogo che si era accorto dell’ammanco di € 1.250,00  dal proprio conto corrente postale. Nello sporgere denuncia ai carabinieri, l’anziano aveva esternato concreti sospetti nei confronti della badante: Antonietta De Falco.

La donna si recava ogni giorno a casa della vittima per eseguire le pulizie e dare assistenza all’anziano. Nel primo pomeriggio di ieri, i militari sono stati allertati dalla segnalazione dell’uomo che si era accorto della sparizione della propria carta bancomat, custodia nella propria camera da letto.

La badante Antonietta De Falco
La badante Antonietta De Falco

Dando seguito immediato alla segnalazione dell’89enne, i carabinieri hanno predisposto un appostamento nei pressi dell’ufficio postale di Filottrano.

L’operazione ha permesso ai militari di sorprendere in flagranza di reato la colf dalle mani lunghe.

Presa, come si suol dire, con “le mani nel sacco”. La De Falco è arrivata puntualmente e ha iniziato una serie di prelievi, per un totale di 300 euro, allo sportello Atm utilizzando il bancomat dell’anziano e il relativo pin.

La donna, prontamente bloccata e arrestata davanti al postamat, consegnava immediatamente la carta ed il denaro prelevato.

Il sostituto Procuratore di Ancona, dott. Bilotta, ne ha disposto gli arresti domiciliari presso l’abitazione in Filottrano in attesa dell’udienza per direttissima in data da destinarsi.

 

Aggiornamento

 

In relazione all’avvenuto arresto di Antonietta De Falco, riceviamo il seguente aggiornamento.

Nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 13, nel corso dell’udienza tenutasi presso il Tribunale di Ancona, è stato convalidato l’arresto e, a seguito della  richiesta di patteggiamento presentata dall’imputata (ex. art.444 c.p.p.) il Giudice ha applicato nei confronti della donna la pena di anni 1 di reclusione ed € 300,00 di multa. Pena sospesa, con remissione in libertà.

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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