Fabriano – Cambio al vertice dei Carabinieri, arriva il cap. Marcucci

Il maggiore Boccolini trasferito alla Legione Carabinieri Marche

Fabriano, 8 settembre 2020 – Arrivato a Fabriano nel settembre del 2015 col grado di capitano, il maggiore Mirko Boccolini lascia il Comando della Compagnia dei Carabinieri per assumere l’incarico di capo sezione Logistica ed Infrastrutture dell’ufficio del Comando Legione Carabinieri Marche, in Ancona.

Al comando della Compagnia di Fabriano è giunto il capitano Mirco Marcucci, 46enne, originario di Gubbio (PG), già Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Terni.

Fabriano – il nuovo comandante dei Carabinieri, capitano Mirco Marcucci (foto UmbriaOn)

Nei suoi cinque anni di servizio fabrianesi, il maggiore Boccolini, 48 anni, originario della provincia dorica, ha coordinato le attività istituzionali del NORm e delle sette stazioni dipendenti di Arcevia, Cerreto D’Esi, Cupramontana, Genga, Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico, affrontando peraltro la gestione delle criticità di un territorio prevalentemente montano, esteso su 750 chilometri quadrati con 54.000 abitanti che, nell’agosto del 2016, è stato in parte colpito dal sisma.

Sotto la sua guida, la Compagnia di Fabriano è stata impegnata in primis nell’attività di prevenzione e in quella investigativa, operando 94 arresti in flagranza di reato e la denuncia in stato di libertà di 1.780 persone responsabili di vari reati, contro la persona, il patrimonio e connessi allo spaccio di stupefacenti. Tra le più recenti operazioni, l’arresto di un uomo responsabile dell’omicidio del professor Vitaletti, commesso nel 2017 a Sassoferrato e l’arresto di due soggetti, nel 2019, che avevano adescato e filmate nude due minori.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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