Estra Prometeo, no ai contratti indesiderati!

Varato il protocollo di autoregolazione volontaria. La società introduce nuove misure a tutela dei diritti dei clienti

Ancona, 29 marzo 2019 – Estra Prometeo, società leader nella fornitura di energia elettrica e gas naturale, implementa i propri standard di trasparenza per offrire alla clientela sempre maggiori garanzie di tutela in fase di stipula dei contratti.

Lo fa varando un protocollo di autoregolazione volontaria, adottato per bloccare sul nascere pratiche commerciali irregolari o indesiderate attivate a distanza, telefonicamente o porta a porta.

Il presidente di Estra Prometeo Marco Gnocchini

«Grazie a questo strumento – dichiara il presidente di Estra Prometeo Marco Gnocchinil’azienda rafforza il proprio impegno nel contrastare il fenomeno delle attivazioni non richieste. Abbiamo sempre operato all’insegna dei principi della correttezza e della trasparenza, ma siamo anche convinti che sia sempre possibile fare di più. In questo contesto, il protocollo rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso volto a rinnovare la fiducia della clientela, continuando a tutelarla e a garantirne la piena consapevolezza delle scelte».

Il codice va ben oltre le prescrizioni dell’attuale sistema normativo-regolatorio e prevede la costituzione di un organismo di controllo che avrà il compito, tra l’altro, di incontrare ogni sei mesi le associazioni dei consumatori per analizzare l’andamento di tutti i reclami con particolare riferimento a quelli per contratti e attivazioni non richieste.

Queste le principali tutele attivate nei confronti dei consumatori:

  • verifiche telefoniche su tutti i contratti porta-a-porta;
  • proposizione della scelta esplicita tra conferma scritta e conferma a mezzo telefono in caso di contratto telefonico;
  • messa a disposizione del consumatore della documentazione contrattuale e della registrazione delle telefonate di conclusione del contratto e di conferma prima che il consumatore sia vincolato;
  • doppia verifica telefonica per accertare la ricezione della documentazione contrattuale e il consenso del consumatore;
  • ampia possibilità offerta al cliente di esercitare il diritto di ripensamento, consentendo la relativa comunicazione in vari momenti del processo di contrattualizzazione.

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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