Due giorni di sciopero nazionale dei Commercialisti

L’anconetano Andrea Biekar: “Non c’è dialogo fra lo Stato e la categoria” Dal 29 settembre al 1 ottobre astensione dall’invio degli F24 e dal 29 settembre al 7 ottobre astensione alle udienze presso le Commissioni Tributarie

Ancona, 27 settembre 2019 – Per la prima volta i commercialisti scioperano, in maniera unitaria. È questa la decisione assunta da tutti e nove i sindacati di categoria e appoggiata  anche dal Consiglio Nazionale dagli Ordini territoriali dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

Lo sciopero di 2 giorni  avverrà secondo due modalità:

– astensione dall’ invio dei Modelli F24 dei soli  iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (dalle ore 24:00 del 29 settembre alle ore 24:00 del 01 ottobre);

– astensione dalla presenza in udienza presso le Commissioni Tributarie provinciali e regionali da parte degli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (dalle ore 24:00 del 29 settembre alle ore 24:00 del 07 ottobre).

Ancona – Andrea Biekar del direttivo nazionale AIDC

«Lo stato di agitazione è stato indetto per protestare contro l’assenza di dialogo tra lo Stato e la categoria – afferma Andrea Biekar del direttivo nazionale AIDC (Associazione Italiana Dottori Commercialisti) con studio ad Ancona – La misura è colma da tempo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la questione ISA . Da quest’anno lo Stato pretende di affidare un voto da 1 a 10 ai contribuenti sulla base di parametri statistici e di settore, con piccoli premi a chi prende oltre la sufficienza. Peccato che il sistema  creato tardi (ultimo aggiornamento di agosto 2019) voglia valutare l’anno 2018 ormai chiuso da 9 mesi  e che ‘stranamente’ vengano fuori con sospetta frequenza voti molto bassi».

Un modo che fa diventare vessatorio il sistema messo in atto: «perché surrettiziamente ti dicono se vuoi evitare controlli… paga di più!»

In pratica, ti fanno l’esame, ti danno un voto spesso basso e per arrivare alla sufficienza  devi pagare l’obolo: «Non ci stiamo – continua Biekar – protestiamo per i nostri clienti e per tutti i contribuenti. Pagheremo di tasca nostra le multe per tardivi versamenti, ma lo facciamo per dare un segnale».

I dottori commercialisti sono stanchi di non essere ascoltati quando vengono promosse nuove norme e chiedono vere semplificazioni e non solo annunci. «Questo sciopero vuole essere un primo segnale – conclude Biekar – vogliamo un’interlocuzione attiva con la politica, basta a norme pensate solo per far cassa, la nostra prima proposta è l’istituzione di un’agenzia per le uscite, con lo scopo di monitorare e ridurre le spese dello Stato».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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