Doppio incidente in A14 poco dopo lo svincolo di Pesaro direzione nord

Prima una vettura messasi di traverso viene investita da un camion poi, causa la coda, tamponamento fra due furgoni

Pesaro, 27 gennaio 2022 – I Vigili del fuoco sono intervenuti alle ore 10.50 in A14, nel tratto autostradale che va da Pesaro a Cattolica, per un doppio incidente stradale che ha coinvolto diversi mezzi.

In una prima fase, la conducente di un’auto ha perso il controllo del veicolo che si è messo di traverso lungo la carreggiata. Il camion che sopraggiungeva dietro di lei non ha avuto neppure il tempo di evitarla e l’ha centrata in pieno. La donna al volante, ferita in modo grave, è stata trasportata all’ospedale.

Nella seconda fase dell’incidente, dopo che si era formata una coda dovuta al primo impatto, è avvenuto un tamponamento fra due furgoni. Uno dei due conducenti, rimasto incastrato fra le lamiere all’interno dell’abitacolo del mezzo, per essere liberato ha dovuto aspettare l’intervento dei Vigili del fuoco. Dopo le prime cure sul posto ad opera dei sanitari del 118, l’uomo è stato trasportato presso l’ospedale di Pesaro per accertamenti.

La corsia nord è stata bloccata per tutto il tempo necessario alle operazioni di soccorso, e riaperta poco dopo mezzogiorno. Sul posto anche la Polizia Stradale per i rilievi di legge volti a determinare le varie dinamiche dei due incidenti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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