Dal 2 luglio Ryanair riprende i collegamenti da e per l’aeroporto di Ancona

Previste 3 nuove rotte per l’estate 2020: Londra-Stansted, Bruxelles-Charleroi, Düsseldorf

Ancona, 9 giugno 2020 – Ryanair, la compagnia aerea numero uno in Italia, ha annunciato che riprenderà i collegamenti da e per l’aeroporto di Ancona a partire dal 2 luglio, come parte integrante dell’operativo per l’estate 2020, invitando i viaggiatori a pianificare le vacanze estive per festeggiare l’Europa che sta superando con successo una delle sue sfide piú impegnative.

Con l’allentamento delle restrizioni negli spostamenti, la voglia di viaggiare si fa sempre più forte, come confermano i recenti dati di traffico sul nostro sito. L’Italia risulta essere tra le destinazioni turistiche più ricercate dai visitatori europei e tra gli utenti italiani; le destinazioni più popolari, oltre al Bel Paese, sono sicuramente Regno Unito, Germania e Belgio.

L’aeroporto di Ancona, Raffaello Sanzio

Ryanair è lieta di ricominciare a collegare le Marche con il resto dell’Europa, permettendo a tutti i viaggiatori di scoprire le mille sfumature che caratterizzano questa Regione: dai leggendari Monti Sibillini alle meravigliose spiagge della Riviera del Conero, dalle suggestive Grotte di Frasassi all’affascinante Gola del Furlo, per non dimenticare i Borghi più belli d’Italia e le città che custodiscono un immenso patrimonio culturale da scoprire.

La ripresa dei collegamenti, oltre a sostenere l’economia e il turismo regionale da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, offrirà anche l’opportunità di favorire i flussi di passeggeri business e leisure dall’aeroporto di Ancona verso le più importanti e gettonate destinazioni europee con collegamenti diretti tutto l’anno. L’operativo da e per l’aeroporto di Ancona include collegamenti internazionali con Londra-Stansted, Bruxelles-Charleroi e Düsseldorf.

About Ryanair

Ryanair Holdings Plc, il più grande gruppo aereo europeo, è la società madre di Buzz, Lauda, Malta Air & Ryanair DAC. Il gruppo trasporta 149 milioni di passeggeri p.a. su oltre 2.400 voli giornalieri da 79 basi, collegando oltre 200 destinazioni in 40 paesi con una flotta di oltre 470 aeromobili, con ulteriori 210 Boeing 737 in ordine, che consentiranno a Ryanair Holdings di abbassare le tariffe e di aumentare il traffico a 200 milioni di passeggeri p.a. entro l’anno fiscale 2025.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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