Da assuntore a spacciatore: la Mobile arresta giovane anconetano

In casa aveva più di un etto di droga e tutto l'occorrente per lo spaccio

Ancona – Arrestato dalla Mobile, sezione Antidroga, un giovane 23enne anconetano: G. G. colto in flagranza di reato per la detenzione ai fini di spaccio di marijuana – oltre un etto – e di 2600 euro circa in contanti, sicuro provento dell’attività.

Nonostante nel 2014 il giovane fosse stato già colto in una identica situazione, ma per uso personale, aveva continuato la sua frequentazione del mondo della droga facendo un salto di qualità: da assuntore a spacciatore.

Il materiale e lo stupefacente sequestrato a casa del giovane anconetano G. G.
Il materiale e lo stupefacente sequestrato a casa del giovane anconetano G. G.

Dopo una serie di minuziose attività investigative rivolte a monitorare i movimenti di G.G. e degli ambienti che frequentava, gli agenti in borghese della Mobile, convinti che avrebbero trovato droga in casa dello spacciatore, nella tarda mattinata di ieri hanno fatto irruzione nel suo appartamento, dove vive con la sorella e i genitori.

La ricerca dello stupefacente si è fermata alla camera da letto dell’arrestato, dove i poliziotti hanno rinvenuto 7 barattoli in vetro e due buste in cellophane per il sottovuoto, al cui interno vi era marijuana per complessivi 120 grammi; altre 2 buste di cellophane a chiusura ermetica con tracce di hashish e marijuana; ancora due buste di cellophane con fori di forma circolare e, per finire, 40 buste di cellophane trasparente.

Oltre alla droga e al materiale suddetto per il confezionamento e lo spaccio, gli agenti hanno sequestrato circa 2600 euro. Provenienti sicuramente dall’illecita attività di spaccio dal momento che il giovane risulta disoccupato.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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