Covid-19: aggiornamento positivi dati Gores delle ore 12 del 23 marzo

Dati in crescita in tutte le provincie marchigiane. Bertolaso è atterrato ad Ancona per realizzare una struttura dedicata alla terapia intensiva

Ancona – 23 marzo 2020 – Dati trasmessi dal Gores e aggiornati alle ore 12 di oggi.

Nelle Marche sono 2.569 (2.153 al 21/3) i casi positivi al Covid-19 così suddivisi: 148 (141) i ricoverati in terapia intensiva, 162 (120) in area post critica, 720 (622) in terapia non intensiva; per un totale di ricoverati pari a 1.030.

104 i dimessi; 8 i guariti.

1.329 (1.115) le persone positive in isolamento domiciliare.

Il dato dei positivi suddiviso per provincia (fra parentesi il dato del 21 marzo):

  • Pesaro Urbino: 1.312 (1.186);
  • Ancona, 702 (564);
  • Macerata, 326 (238);
  • Fermo, 133 (82);
  • Ascoli Piceno, 61 (50).
  • extra regione, 35

I casi e i contatti in isolamento domiciliare non comunicati per problemi al server dell’Asur. Il 21 marzo erano 5.364.

Ancona – Guido Bertolaso è stato chiamato nelle Marche dal presidente Ceriscioli

In sostanza, come evidenziato dai dati fra parentesi dei giorni scorsi, crescono i positivi in tutte le provincie marchigiane, segno che l’apice dei contagi è di là da venire. Ma, per fortuna, crescono anche i dimessi e i guariti che in due giorni passano da due a otto.

Questa mattina, l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso è atterrato all’aeroporto di Falconara – uno tra gli scali rimasti aperti per l’emergenza – insieme con Patrizia Arnosti, una figura tecnica specializzata nella progettazione di strutture sanitarie, molto legata alle Marche che conosce profondamente.

La notizia arriva dal presidente della Regione Luca Ceriscioli: “Ho contattato Guido Bertolaso​, che attualmente sta collaborando con la Regione Lombardia nella gestione dell’emergenza Coronavirus. Nella nostra regione  siamo infatti intenzionati ad attuare le stesse soluzioni messe in campo dalla Lombardia, in quanto riteniamo che di questo avremo bisogno nei prossimi giorni. Ricordo – ha ribadito Ceriscioli – che le Marche sono la seconda regione, dopo la Lombardia, in termini di difficoltà legata all’emergenza Coronavirus».

Bertolaso dovrà dare la sua disponibilità a venire nelle Marche per impostare il lavoro per la realizzazione di una struttura dedicata alla terapia intensiva. «In questo senso – ha concluso il presidente Ceriscioli – abbiamo già compiuto un miracolo, perché siamo già cresciuti di 85 posti letto dedicati, ma ne serviranno molti di più».

 

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di Paolo Fileni

L’assurda burocrazia di Trenitalia

L’odissea di un’anconetana infortunatasi nel viaggio in treno tra Fano e Pesaro


29 maggio 2020 – Se viaggiate per ferrovia con Trenitalia, attenti a non farvi male, potreste non ricevere mai il risarcimento dovuto. O, nella migliore delle ipotesi, doverlo aspettare per anni. Vi racconto una storia.

C’è questa ragazza, una 35enne anconetana, che a Fano (foto) la mattina del 7 novembre 2019 sale sul regionale 11582 (partito da Ancona), con destinazione Bologna. Il convoglio, come al solito, è strapieno. La giovane cerca un posto a sedere ma non lo trova. Sale al primo piano di una carrozza ma anche lì non c’è posto. Allora, scende di sotto per continuare la ricerca. Ma è qui, quando ormai la stazione di Pesaro si sta avvicinando, che il tacco della sua scarpa sinistra – non un tacco a spillo, ma un tacco di 2-3 centimetri largo e quadrato – s’incastra nel bordo esterno metallico troppo rialzato del nono gradino della scala.

La malcapitata perde l’equilibrio. È in perfetta forma fisica e ha le mani libere dal momento che porta uno zainetto sulle spalle. Con la mano destra tenta di aggrapparsi al corrimano ma non lo trova e rovina pesantemente al suolo sbattendo con violenza il mento e la testa.

Viene immediatamente soccorsa dagli altri passeggeri. Viene chiamato il capotreno che solerte stila un rapporto sull’accaduto. Alla successiva fermata di Cattolica, in stazione ad attenderla ci sono i sanitari del 118 che in ambulanza la trasportano all’ospedale Cervesi dove, dopo gli esami e le radiografie, le viene riscontrata la frattura del quarto metacarpo della mano destra, un lieve trauma cranico e un’ampia ferita lacero contusa al mento che necessita di punti di sutura.

Insomma, una brutta botta. Senza contare che dopo la rimozione del gesso alla mano portato per trenta giorni, la giovane si è dovuta sottoporre a cicli di magnetoterapia e fisiochinesi per il recupero dell’articolazione. L’anconetana, per essere risarcita del danno subito, si affida allo Studio3A-Valore, una società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei cittadini.

Sulla carta sembra una pratica semplice: ci sono decine di testimoni, c’è il referto del capotreno, c’è la documentazione medica completa, copia del biglietto e quant’altro. La documentazione viene spedita a Trenitalia, ma Trenitalia non risponde. Né alla richieste di aprire il sinistro, né alle richieste di trasmettere copia del rapporto dell’infortunio. Non risponde neppure ai tanti solleciti caduti nel vuoto. Ed è chiaro che l’emergenza Covid-19 non è una giustificazione accettabile.

Finalmente, il 25 maggio 2020 la società Centro Processi Assicurativi, incaricata per la gestione tecnica dei sinistri dalle Ferrovie dello Stato, comunica la presa in carico del sinistro in questione, ma cosa chiede tra i documenti “senza i  quali la pratica non potrà avere seguito?” Sì, proprio quello: il verbale del capotreno! Quel verbale che possiede solo Trenitalia e che Studio3A ha richiesto invano per sei mesi. Intanto, la giovane anconetana aspetta… perché in Trenitalia non sono solo i convogli a viaggiare in ritardo, pure le pratiche vanno a rilento. Specie quelle risarcitorie!

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