Consentiti gli spostamenti anche al di fuori della Regione Marche

Firmato dal presidente Ceriscioli il decreto 159 che vale per i residenti in Province e Comuni confinanti tra Marche e altre regioni

Ancona, 21 maggio 2020 – Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha firmato il decreto n. 159 (vedi testo del decreto), in base al quale sono consentiti gli spostamenti anche al di fuori della Regione Marche, nei limiti della Provincia o del Comune confinante, da parte di residenti in province o comuni collocati a confine tra Marche e altre regioni.

Gli spostamenti sono consentiti previa comunicazione congiunta tra presidenti di Regione, presidenti delle Province o sindaci dei Comuni tra loro confinanti ai prefetti competenti. Il decreto è in vigore alle ore 00 del 21 maggio 2020.

Per consentire gli spostamenti previsti dal decreto, questa mattina il presidente Ceriscioli ha firmato insieme con il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini la comunicazione ai prefetti di Pesaro e Rimini, comunicando che con ordinanza delle rispettive Regioni è stata determinata la possibilità, per i congiunti residenti nelle province di confine e previo accordo tra i Presidenti di Regione, di autorizzare la visita a congiunti residenti nelle province confinanti.

Sono dunque consentiti al momento gli spostamenti dalla provincia di Pesaro alla provincia di Rimini nei termini previsti dal decreto e dalla comunicazione dei due presidenti.
La Regione Marche ha dichiarato la propria disponibilità a procedere analogamente anche con i presidenti delle altre Regioni confinanti.

AGGIORNAMENTO del 22 maggio:

Dopo quello di ieri Tra Marche ed Emilia Romagna, I presidenti della Regione Marche Luca Ceriscioli e della Regione Abruzzo Marco Marsilio hanno firmato nel pomeriggio la comunicazione ai prefetti di Ascoli Piceno e Teramo, informando che con decreto delle rispettive Regioni è stata determinata la possibilità, per i congiunti residenti nelle province di confine, di autorizzare la visita a congiunti residenti nelle province confinanti a far data dal 23 maggio 2020.

Sono dunque consentiti al momento gli spostamenti dalla provincia di Ascoli Piceno alla provincia di Teramo, e viceversa, nei termini previsti dai rispettivi decreti regionali e dalla comunicazione dei due presidenti ai prefetti.

 

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di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Palermo (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

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