Chiaravalle – Quando il cittadino è vittima dell’ingiustizia degli Enti

Mariella Ceccarelli denuncia al giornale il menefreghismo del Comune di Ancona, della Compagnia assicuratrice Mol e della società VIVA Servizi

Chiaravalle, 2 novembre 2019 – È arcinota da tempo la disastrosa situazione delle strade di Ancona: situazione ovviamente grave! Ma quando succede che a farne le spese non è uno pneumatico ma, come nel caso della lettrice Mariella Ceccarelli di Chiaravalle, la sua spalla destra per una caduta a causa di una buca e di un tombino (Corso Mazzini, ore 11 gennaio 2017), allora la questione si complica e il problema risulta molto più serio.

Così scrive al giornale la signora Mariella denunciando il fatto:

«Una rovinosa caduta che mi ha determinato una invalidità permanente del 15% dopo due interventi (il primo a Torrette – clinica ortopedica e il secondo a Milano), e nonostante adeguate e continue terapie riabilitative.Tutto ciò ha fortemente ridotto la funzionalità dell’arto e conseguentemente compromesso moltissimo la qualità della vita sino a quel momento assolutamente normale. Ma ciò che provoca grande indignazione è la risposta negativa fornita al mio legale per la richiesta di risarcimento agli Enti interessati, cioè: Comune di Ancona, Compagnia Assicuratrice MOL Centro Processi Assicurativi S.r.l. e Soc. VIVA Servizi S.p.A., i quali hanno attribuito esclusivamente alla sottoscritta la responsabilità dell’accaduto adducendo la mancanza dell’ “insidia” nell’evento rovinoso.

Mariella Ceccarelli

Mi chiedo e vi chiedo: qual è l’insidia? Da cosa si evince e chi la decide? Provo a dare una  spiegazione: quando c’è nebbia, quando piove, quando è buio? Forse è per questo che da allora in poi viene riconosciuto il risarcimento per fatti avvenuti in situazioni di pioggia, penombra ecc?

Peraltro. va detto che la Soc.VIVA ha parzialmente riconosciuto la non regolarità del tombino ma, sostiene, si tratta di affossamento non tale da provocare una caduta. Insomma, l’operato degli Enti gestori dei servizi di pubblica utilità è sempre regolare e perfetto! Non ne sono affatto convinta!

Certo non sono alla ricerca di entrate patrimoniali non supportate da serie e riconosciute motivazioni e il mio intento non è assolutamente polemico. Ho ben radicato il senso di responsabilità personale e sociale, né mi manca l’obbiettività nel valutare le varie situazioni che si presentano conoscendo l’importanza dei diritti e, prioritariamente, dei doveri come cittadino. Ciò che mi indigna maggiormente, ripeto, è la negazione assoluta di qualsiasi responsabilità a carico dei gestori e che l’unico modo per tutelarmi rimane quello di adire le vie legali avendo gli stessi rifiutato la risoluzione della controversia in via stragiudiziale.

Vale la pena sottolineare che siamo tutti consapevoli delle difficoltà che un cittadino deve affrontare per un  giudizio avanti alla magistratura ordinaria per i lunghi tempi e per i costi molto alti, tenuto  particolarmente conto che la giurisprudenza formatasi nel frattempo è quasi totalmente a favore degli Enti Gestori.

Mi rendo conto delle difficoltà in termini di risorse  in cui versano le Amministrazioni ma allora si adotti la decisione di non stipulare in futuro contratti assicurativi, eviteremmo in tal modo di “sprecare” tempo e denaro! La salute NO perché nel frattempo si è già compromessa».

Mariella Ceccarelli – Chiaravalle (AN)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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