Ancona. Burro cacao negli spioncini per tentare furti in abitazione

DUE GEORGIANI FERMATI DALLA SQUADRA VOLANTE

ANCONA. Nel tardo pomeriggio di ieri i poliziotti della Squadra Volante della Questura hanno bloccato, individuato e denunciato due cittadini extracomunitari per tentato furto in concorso in abitazione.

I due uomini, pluripregiudicati, originari della Georgia, irregolari sul territorio nazionale, provenivano dalla Puglia, dalla provincia di Foggia ove risiedono e avevano scelto la città di Ancona per mettere a segno dei colpi in appartamento.

Il loro modus operandi era studiato nei minimi termini: suonavano ai citofoni e tentavano di farsi aprire dai condomini.

gli agenti
gli agenti

Una volta all’interno degli stabili spalmavano negli occhielli degli spioncini delle porte il burro cacao per nascondere la visuale del pianerottolo dall’interno: uno stratagemma che avrebbe dovuto garantirgli la possibilità di forzare gli ingressi senza essere riconosciuti.

E così hanno fatto ieri in vari appartamenti di uno stabile sito in via Baccarani, ma qualcosa, per loro, è andato storto.

Entrati nel palazzo incominciavano a imbrattare gli spioncini tentando di non fare alcun rumore, ma la loro presenza veniva avvertita da una donna che, tentando di guardare dall’occhiello, si avvedeva di un uomo che armeggiava nella sua porta.

La visuale sembrava annebbiata da qualcosa, ma riusciva ugualmente a intravvederne la fisionomia.

Sicuramente, anche il malvivente avvertiva che c’era qualcuno al di là della porta che stava “marchiando” e, con il telefono cellulare all’orecchio, incominciava a correre per le scale per darsi ad una precipitosa corsa.

La donna immediatamente si affacciava alla finestra e riusciva a scorgere due uomini vestiti in modo uguale, con giubbotti e cappellini di lana di color rosso i quali, dopo esser saliti a bordo di un’auto di grossa cilindrata, si allontanavano sgommando a tutto gas.

Una telefonata al 113 faceva scattare l’allarme e tutte le Volanti si davano alla caccia dei due fuggitivi. L’auto veniva intercettata in via Buonarroti dove veniva bloccata e identificati gli occupanti.

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I due georgiani, fratelli, classe 1977 e 1980 erano vestiti allo stesso modo e le sembianze erano talmente simili da essere scambiati facilmente l’uno con l’altro: da un immediato controllo venivano rinvenute due confezioni di burro cacao di una nota marca di cosmetici italiana, tre telefoni cellulari con all’interno schede SIM usa e getta usati come walkie talkie, un coltello a serramanico, circa 300 euro in banconote e un navigatore con impostati la partenza, Foggia, e la meta di arrivo, Ancona.

Accompagnati presso gli Uffici della Questura venivano deferiti alla competente Autorità Giudiziaria.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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