Brum: cinque punti per non far morire esercizi, esercenti e fornitori

Baristi e Ristoratori Uniti delle Marche li hanno comunicati al Consiglio comunale dorico. Sparsi in 14 Comuni gli esercizi aderenti alla protesta

 Ancona, 16 marzo 2021 – Lunedì 15 marzo una rappresentanza del Brum (Baristi e Ristoratori Uniti delle Marche), ha partecipato al Consiglio comunale aperto del Comune di Ancona sul Commercio: “dove sono state avanzate alcune, poche, proposte che riteniamo condivisibili e che vorremmo venissero attuate in tempi brevi. Con quella concretezza di cui ora c’è assoluta necessità”, ha ribadito il comitato che ha suggerito come muoversi: “Ci sono due piani su cui lavorare, uno immediato per resistere e uno strategico per una ripresa nel post pandemia”.

Evidentemente, ai rappresentanti del Brum non è piaciuto come si sono mossi i politici dorici. “Può considerarsi lodevole una programmazione futura che getti un occhio al post-pandemia, ma discutere di progettazione di eventi natalizi, dibattere su altri parcheggi e/o se farli gratis magari un po’, o sperare nell’ampliamento del settore nautico e crocieristico, ci sembra quantomeno ridicolo e surreale – hanno commentato – Un chiaro segnale di un’avulsione cronica, da parte di specifici soggetti, dalla realtà che viviamo tutti i giorni noi operatori. Se non si inseriscono in un progetto organico, sostenibile e che ricerchi una nuova anima alla città, resteranno iniziative spot e forse non ci sarà un futuro per il tessuto socioeconomico tanto sbandierato da quasi tutti”.

Per il Brum servono interventi concreti e immediati, capaci di far superare la crisi alle loro attività, salvando così le proprie vite e quelle delle loro famiglie, dei loro collaboratori e dei loro fornitori: “quando si è in bilico sul baratro, non possiamo non esigere risposte e azioni tempestive, concrete e mirate”. Ed ecco ciò che chiedono e suggeriscono in cinque punti:

sostegno reale sui canoni di locazione, sia verso noi che con interventi sia verso i locatari in tutte le forme che l’Amministrazione comunale può ed è tenuta ad adottare;

iniziative per la tutela delle attività e delle persone maggiormente colpite da chiusure e relative perdite, su ogni piano sia possibile partendo da quelli istituzionali, mediatici e anche legali;

possibilità di mantenere i dehors in maniera permanente e concessione di sconti mirati sulle imposte e addizionali comunali rispetto ai reali cali di fatturato ed esclusivamente verso le attività dei settori davvero colpiti;

ripristino e potenziamento della Consulta del Commercio, strumento che permetterebbe a noi operatori di avere quel rapporto diretto con l’Amministrazione senza dover delegare il nostro potere e diritto all’autorappresentanza. Un mezzo che davvero ci consenta quella sinergia tanto decantata ma per ora mai realizzata.

adozione di un Piano Strategico di rilancio di quel commercio esercitato dalle piccole e microimprese le quali sono la stragrande maggioranza di quelle che compongono il tessuto connettivo della città; piano che si concretizzi attraverso bandi per la valorizzazione del territorio e della socialità.

Siamo contenti che anche la Regione Marche sia intervenuta – affermano i baristi e i ristoratori in conclusione – presto cercheremo di portare le nostre istanze e le nostre richieste anche lì. Esigiamo risposte e soluzioni e le esigiamo subito, non a Natale o nei mesi a venire poiché ne va della nostra stessa, immediata, sopravvivenza“.

Intanto, continua a crescere il numero degli esercizi che partecipano alla protesta, sparsi in 14 Comuni:

-Giovanna Burattini “Bar del Pinocchio” Ancona – Nicolas Mobili “Spaghetteria n. 9” Ancona – Gianni Polidori bar “Dolce e Amaro” Ancona – Massimo Sturani “Maxi bar” Ancona – Simone Vannini “Caracas Cafè” Falconara – Alessandro Pacetti pub “Pacio’ s” Ancona – Pierpaolo Orlandini “Pippo bar” Ancona – Alessandra e Roberto Genga “Caffè Centrale” Loreto – Alice Daniele e Giordano Andreatini trattoria “Clarice” Ancona – Sabrina Bruschi “Birreria delle Grotte” Loreto –  Deborah Sallei “Caffè Mirum” Ancona – Angela Rapanotti e Mauro Franceschini pub “Paspartù” Ancona – Mirko e Margherita Malatini osteria “Poesia a tavola” Recanati – Massimo Silvia Raffaella Lombardi ristobar “ANTone” Ancona – Corrado De Santis pub “Gasoline” Ancona – Roberto e Antonella Colella pub “Donegal” Ancona – Monica bar pizzeria “Al punto giusto” Ancona – Nicola Carriero ex bar “La rotonda” Ancona – Daniele ex bar “Car Caffè” Ancona – Mirco bar pizzeria “Mirò ” Recanati – Ilenia Orologio pasticceria “Tesoro” Falconara – Michele Fusillo piadineria artigianale “Magritte” Loreto – Marco Stecconi stabilimento balneare “Repubblica Libera di Bananas “Marina di Montemarciano – Federico Gasparroni ristorante “Il rustico” Ancona – Elisabetta Pincini ristorante “Zucchero a Velò” Ancona – Fortunati e Zarletti ristorante “Dò vizi” Ancona – Gilberto Frontini ristorante “Al girarrosto” Loreto – Caterina Torresi bar pizzeria “La gatta Mimì “Recanati -Luca Falaschini pub “GreenDoor” Recanati – Iosilito Gioacchini “Caffè della Piazza” Osimo -Antonietta ristorante pizzeria “La torre antica” Recanati – Luca Zito e Paolo Genovesi “Il brillo parlante” Ancona – Barbara Pergolini “Mangio ergo sum” Ancona – Daniele Pietroni e Sofia Gemini “Zazie” Ancona – Silvia Vitali ristorante “A Silvia” Recanati – Giorgio Santini ristorante “La Baita” Arcevia – Luca Incicco “Bar gelateria Centrale” San Ginesio – Stella Achard “Vagamondo” bistrot letterario Ancona – Lisandro Nunez “Domus Pizza” pizzeria Ancona – Alessia Carloni e Francesco Urbinati “Borgo Rodi Bar” Ancona – Stefania Tontarelli “Mixer Bar” Ancona – Maria Antonietta Rutigliano Ristorante pizzeria “La mezza luna” Ancona – Martina Manzoni bar “Caffelatte” Ancona -Massimo Tarantelli bar “Sirena” Ancona – Fabio Fraticelli “Cafè Americain” Ancona – Antonella Garbati “Wellness Food Bistrot” Ancona – Patrizia e Ermanno Busilacchi bar “Cuccumetto” Villa Musone Loreto – Nikolla Sotir e Toska Mirela ristorante pizzeria “Da Sergio” Sassoferrato An – Luca Giampaolini distribuzione “Salumi con Paccasasso” Ancona – Agnese Carlini “Maffy Camera Cafe'” Camerano – Filippo Bacchiocchi “Caffè Aurora” Fano – Agnese Potrzuska “New Life Cafè” Fano -Andrea Governatori ex “Made Bar” Ancona – Silvia Scaglioso e Martina Rossi “Memo’s bar” Ancona — Antonio Maggiore e Cristian Polita vineria creativa “Elvì” Ancona – Yuri Spitoni “Ipiadacaffè” Porto Recanati – Barbara Biagetti ristorante pizzeria “Ai 9 tarocchi” Corinaldo – Emanuele Sampaolesi centro formazione Sampaolesi servizi per la ristorazione Trecastelli – Raffaele Ruschioni ristorante “Nino Pesciolino” Ancona – Daniele Strati “Chapeau” Ancona, “Diamond” Falconara Marittima – Lorenzo Sgalla “Wokaway” Ancona… in aggiornamento.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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