Blitz della squadra mobile: arrestato uno spacciatore 50enne

Anconetano spacciava di tutto: cocaina, hashish, marijuana

Ancona Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Ancona tenevano da giorni sott’occhio lo strano e sospetto andirivieni all’interno di un’abitazione alla periferia del capoluogo.

Ieri scattava  il blitz che portava all’arresto di uno spacciatore pluripregiudicato.

La droga trovata in casa del 50enne anconetano
La droga trovata in casa del 50enne anconetano

Gli agenti della Squadra Mobile entravano nell’appartamento e sorprendevano il proprietario B.S. di 50 anni, cittadino italiano, residente nel capoluogo.

Durante il controllo l’uomo veniva trovato in possesso di 40 gr. di cocaina, 5 grammi di hashish e 20 grammi di marijuana: la droga rinvenuta e sequestrata era stata già tutta divisa e confezionata in dosi pronte ad essere immesse sul mercato.

Oltre alla sostanza stupefacente venivano rinvenuti dischetti in cellophane, numerosi ritagli di plastica e altro materiale idoneo al confezionamento, nonché 350 euro in contanti, sicuramente provento dell’attività illecita.

Dopo le formalità di rito il 50enne veniva tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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