Arrestato anconetano 49enne “coltivatore” di marijuana

L’attività illecita esercitata all’interno di un garage attrezzato in centro città

Ancona – Continua incessante l’azione di controllo sul territorio dei carabinieri allo scopo di porre fine al sempre più dilagante fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Ieri pomeriggio, hanno tratto in arresto P. G. un anconetano 49enne, incensurato, per detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente del tipo canapa indica.

A insospettire i militari è stato l’atteggiamento abitudinario dell’uomo che, più volte al giorno, dalla propria abitazione si dirigeva verso quella della madre, situata nel centro di Ancona.

Ciò che ha fatto drizzare le antenne ai militari, non è stato il regolare comportamento di un uomo che va quotidianamente a trovare la madre, ma l’aver notato che la reale meta dell’uomo era un garage di pertinenza della donna dal quale non entravano e non uscivano auto.

Ancona – Le due piante di marijuana trovate dai carabinieri all’interno del garage

Con l’ausilio di una unità cinofila della GdF, i militari hanno deciso di controllare il locale. Giunti in prossimità del garage il fiuto del cane ha subito confermato i sospetti. Quando P. G. è arrivato e ha alzato la saracinesca, i carabinieri hanno fatto irruzione nella stanza che, seppur di modeste dimensioni, ha rivelato al suo interno una vera e propria mini serra “di canapa indica”, dotata di efficiente illuminazione a raggi UV e impianto di aerazione.

La serra  veniva  utilizzate dall’uomo per coltivare alcune piante di marijuana. Nello specifico ne sono state rinvenute due, tutte in perfetto stato vegetativo e dal fortissimo odore, alte circa un metro ciascuno.

Nel corso della perquisizione sono stati trovati 90 grammi di marijuana già pronta per essere smerciata a terzi, e numerose bustine destinate al confezionamento dello stupefacente.

All’interno dell’armadietto del luogo di lavoro dell’uomo, inoltre, è stato rinvenuto un ovulo, pari a circa 10 grammi di hashish.

L’anconetano è stato tratto in arresto e su ordine della Procura dorica è stato tradotto ai domiciliari in attesa della convalida del Gip.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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