Ancona – Un apicoltore e un agente di commercio coltivavano e spacciavano marijuana

La droga occultata nei barattoli per la conserva

Ancona. Blitz della squadra mobile in una cascina e nell’abitazione di due giovani anconetani che avevano organizzato una fiorente attività di coltivazione e spaccio di droga. Marijuana nella fattispecie.

La prima perquisizione, a casa di D. Y. un ventiseienne residente ad Ancona, apicoltore, permetteva il rinvenimento e successivo sequestro di 19 barattoli di vetro – del tipo utilizzato per le conserve – contenenti marijuana per un peso complessivo di 300,77 grammi;  oltre ad una busta che ne conteneva 40 grammi.

Germogli di marijuana conservati nei barattoli di vetro utilizzati per le conserve
Germogli di marijuana conservati nei barattoli di vetro utilizzati per le conserve

Scesi nello scantinato ad uso esclusivo dell’appartamento del medesimo, gli agenti scoprivano una piccola serra allestita per la coltivazione della marijuana, compreso tutto il materiale necessario: igrometro, lampada, trasformatori…

la piccola serra attrezzata per coltivare la droga
la piccola serra attrezzata per coltivare la droga

La perquisizione eseguita a carico di D. Y. veniva estesa ad una zona di campagna da lui utilizzata dove, all’interno di una roulotte di sua proprietà, venivano rivenuti e sequestrati due bilancini di precisione e una busta in plastica contenente altri 68 grammi di marijuana.

Sempre nel medesimo contesto operativo, personale della Squadra Mobile effettuava un’altra perquisizione presso il luogo di residenza di Q. L., trentaduenne anconetano di professione agente di commercio.

Costui, alla vista degli agenti, cercava di disfarvi di uno zaino lanciandolo fuori da una finestra. Una volta recuperato, al suo interno sono stati trovati 9 barattoli di vetro contenenti altra sostanza stupefacente, sempre marijuana, per 230 grammi.

Al termine dell’attività di rito D. Y. veniva collocato in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione.

La droga sequestrata risulta essere:

  • Blue Diam;
  • Lemon (con effetti rilassanti e la più venduta);
  • Purple (il cui basso costo consente lo smercio soprattutto tra i più giovani);
  • Moby Dick (con effetti eccitanti il cui costo è più elevato tra la cannabis).

Si ipotizza che quanto sequestrato facesse parte di un terzo raccolto prodotto negli ultimi due anni e il cui spaccio ammonterebbe a più di 100 mila euro.

 

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo