Ancona – Torrette: ritrovati i corpi dei due ragazzi dispersi in mare

Nigeriani di 20 e 21 anni erano stati inghiottiti da un’onda ieri pomeriggio mentre facevano il bagno e giocavano felici

Ancona, 14 agosto 2018 – John e Kennedy, rispettivamente di 20 e 21 anni, erano due giovani provenienti dalla zona meridionale della Nigeria. Erano arrivati in Italia, dalla Libia, attraversando il Mediterraneo su un barcone. Ed erano in attesa del permesso di soggiorno come rifugiati: in corso quello di John, rifiutato per ben due volte quello Kennedy.

Dopo gli stenti e i pericoli della traversata dall’Africa all’Italia, sono venuti a morire banalmente sulla spiaggia di Torrette mentre si concedevano felici un bagno in mare giocando con gli amici.

Ieri pomeriggio, poco prima delle 16, i due erano in acqua a Torrette a pochi metri dalla spiaggia, come raccontato dagli amici connazionali. Il mare era tranquillo, e nel tratto dov’erano si toccava. All’improvviso è arrivata un’onda anomala, i due ragazzi hanno gridato e agitato le braccia prima di scomparire sott’acqua. Per non riaffiorare più.

Subito dopo sono partite le ricerche dei due giovani a cura degli specialisti portuali, il personale del soccorso acquatico e i sommozzatori di Ancona del vigili del fuoco; i carabinieri, la capitaneria di Porto, il personale del 118 e l’eliambulanza. Ricerche che sono andate avanti fino alle 21 di ieri sera, per poi riprendere alle prime luci dell’alba di oggi. Fino a quando, in mattinata, i corpi dei due ragazzi sono stati trovati e recuperati.

Una vicenda dai contorni assurdi, visto la dinamica dell’annegamento e la storia dei due nigeriani, sulla quale i carabinieri hanno aperto un fascicolo d’indagine. Quel che ha colpito gli uomini impegnati nel soccorso è stata l’indifferenza dei bagnanti. Nell’area di ricerca, circoscritta nel tratto di mare e di spiaggia fra Torrette e Collemarino, era stato interdetto il bagno in mare, ma i più lo hanno trasgredito incuranti di ciò che stava accadendo intorno a loro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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