Ancona. Teneva droga e soldi in una cassetta di sicurezza

Denunciato un diciottenne

Ancona. Ieri notte una volante della Polizia individua due giovani seduti su una panchina. Alla vista dei militari i due iniziano ad effettuare rapidi movimenti con le mani, come se volessero nascondere qualcosa nella zona dei genitali. Poi si alzano repentinamente e tentano la fuga.

Bloccati dai poliziotti vengono identificati: cittadini italiani, diciottenni, residenti in Ancona.

Durante il controllo sono disinvolti, scherzano fra loro e fischiettano ma, inconsciamente, continuano a toccarsi all’altezza delle parti intime come se volessero aggiustare ciò che hanno nascosto in fretta e furia. Gli agenti procedono ad un controllo più accurato.

Denaro e droga trovati nella cassetta di sicurezza
Denaro e droga trovati nella cassetta di sicurezza

Vengono fuori 4 bustine di plastica trasparente contenente marjiuana. E non solo, dalla tasca del piumino di uno dei 18enni salta fuori una chiave di una cassetta di sicurezza. Ma il giovane si rifiuta di dare spiegazioni. Così gli agenti lo portano a casa e perquisiscono la sua camera da letto. Lì trovano una cassetta di sicurezza che, guarda caso, si apre proprio con la chiave trovata addosso al giovane.

Dentro, il tesoretto del ragazzo: altre dosi di marjiuana già confezionate dentro bustine trasparenti e più di mille euro in banconote di vario taglio. Denunciato, ovviamente, per detenzione e spaccio di stupefacente.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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