Ancona – Slc Cgil interviene sul furto all’Ufficio postale di Via Scataglini

Gloria Baldoni: “L’ufficio, in queste condizioni, deve essere definitivamente chiuso”

Ancona, 26 marzo 2019 – Danni  inestimabili per il devastante attacco criminoso all’Ufficio postale di Ancona 10, dove la banda della “fiamma ossidrica”, complice l’infausta location della struttura, ha operato indisturbata per l’intero week end distruggendo caveau, cassaforte, ATM, collegamenti elettrici, rete dati e computer.

Oltre a rubare tutto il denaro contante – si parla di circa 80 mila euro – i pacchi Amazon, la corrispondenza inesitata destinata alla clientela nonché tutti i valori in bianco.

Sull’accaduto interviene Gloria Baldoni, coordinatrice Slc Cgil in Poste Italiane: «I danni per Poste Italiane Spa saranno certamente  ingenti – ha detto – ma risulta, almeno fino a ieri, che nessun dirigente abbia effettuato un sopralluogo. Completamente latitante, almeno fino a ieri, il Direttore di filiale che, in qualità di delegato alla sicurezza, avrebbe potuto registrare la situazione di una sede aziendale ormai irrimediabilmente compromessa».

Nel riquadro, Gloria Baldoni, coordinatrice Slc Cgil in Poste Italiane

C’è una voragine di 30 mq. sul tetto del capannone di Busco, che si trova a meno di 10 metri della parete interna della sala al pubblico dell’Ufficio postale. Una voragine che sta compromettendo definitivamente la stabilità dell’intera struttura, già fatiscente.

«Per non parlare poi del contesto nel quale si trova la struttura stessa – continua la Baldoni – con stabilità precaria, percorsi di esodo inesistenti, muffe e insalubrità diffuse. Se per caso qualcuno della dirigenza di Poste pensasse di riaprire in tempi brevi l’Ufficio nella stessa location, Slc Cgil di Ancona si opporrà fortemente. Il direttore, neo trasferito nella sede della Filiale di Ancona, dovrà assumersi la responsabilità della nuova sede della struttura alla Baraccola. L’ufficio, in queste condizioni, deve essere definitivamente chiuso» .

Una richiesta, peraltro, che Slc Cgil Ancona ha più volte avanzato alle varie dirigenze senza ottenere nulla. Ormai  diventa una necessità trasferire l’Ufficio in un luogo più sicuro e dignitoso sia per la clientela sia per i lavoratori. «Slc Cgil insiste nel denunciare l’immobilismo aziendaleconclude Gloria Baldoni – La sicurezza  dei lavoratori e di tutti i clienti di Poste Italiane reclama, con l’evidenza degli eventi, il primo posto nelle azioni aziendali».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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