Ancona – Sistemate in centro barriere fisse e mobili per la sicurezza dei pedoni

Aggiunte fioriere e jersey nei pressi di Corso Garibaldi

Ancona – Dopo la riunione straordinaria di lunedì scorso in Prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi all’indomani degli ultimi gravi fatti avvenuti in Spagna, questa mattina sono state posizionate alcune  fioriere in alcuni punti del centro cittadino per precludere il transito dei mezzi.

Ancona – Gli addetti del Comune durante il posizionamento delle barriere pro sicurezza pedoni

Grazie all’intervento degli addetti del magazzino comunale con una camion dotato di gru, nella parte Sud di corso Garibaldi sono state posizionate due fioriere, una centrale ed una laterale destra; salendo, un’altra è stata posta all’intersecazione di corso Garibaldi con  via Leopardi .

Nella parte centrale di corso Garibaldi, proprio in previsione della manifestazione festival del Folklore, prevista per stasera in piazza Roma, sono state sistemate due fioriere, sul lato destro e sinistro, tra la piazza e corso Stamira, proprio davanti al Rettorato. Qui sono state aggiunte anche altre barriere mobili, tipo jersey.  Sempre in piazza Roma, ma lato orologio, ne è stata sistemata un’altra alla fine di via Carducci, incrocio corso Mazzini/piazza Roma.

Sul lato alto di corso Garibaldi, nei pressi di piazza Cavour all’altezza degli archi, le fiorire erano  già posizionate per vietare l’accesso alla zona pedonale. I mezzi di carico e scarico, diretti nella zona pedonale, avranno accesso ora unicamente da via Marsala.

Ancona – Corso Garibaldi lato porto

«Comprendiamo che la limitazione dell’accesso al centro in questo modo può creare qualche difficoltà – spiega l’assessore alla viabilità e sicurezza, Stefano Foresi, – ma crediamo che tutti ci rendiamo conto e condividiamo la necessità di aumentare le misure di sicurezza nei luoghi più importanti e frequentati della nostra città. Continuerà inoltre, come avvenuto nei mesi scorsi, il pattugliamento di corso Garibaldi da parte della Polizia Municipale. Parallelamente sarà costante, come assicurato anche nel corso della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’attività di controllo delle forze dell’ordine che sin da ora ringraziamo per il loro forte impegno».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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