Ancona – Sistemate in centro barriere fisse e mobili per la sicurezza dei pedoni

Aggiunte fioriere e jersey nei pressi di Corso Garibaldi

Ancona – Dopo la riunione straordinaria di lunedì scorso in Prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi all’indomani degli ultimi gravi fatti avvenuti in Spagna, questa mattina sono state posizionate alcune  fioriere in alcuni punti del centro cittadino per precludere il transito dei mezzi.

Ancona – Gli addetti del Comune durante il posizionamento delle barriere pro sicurezza pedoni

Grazie all’intervento degli addetti del magazzino comunale con una camion dotato di gru, nella parte Sud di corso Garibaldi sono state posizionate due fioriere, una centrale ed una laterale destra; salendo, un’altra è stata posta all’intersecazione di corso Garibaldi con  via Leopardi .

Nella parte centrale di corso Garibaldi, proprio in previsione della manifestazione festival del Folklore, prevista per stasera in piazza Roma, sono state sistemate due fioriere, sul lato destro e sinistro, tra la piazza e corso Stamira, proprio davanti al Rettorato. Qui sono state aggiunte anche altre barriere mobili, tipo jersey.  Sempre in piazza Roma, ma lato orologio, ne è stata sistemata un’altra alla fine di via Carducci, incrocio corso Mazzini/piazza Roma.

Sul lato alto di corso Garibaldi, nei pressi di piazza Cavour all’altezza degli archi, le fiorire erano  già posizionate per vietare l’accesso alla zona pedonale. I mezzi di carico e scarico, diretti nella zona pedonale, avranno accesso ora unicamente da via Marsala.

Ancona – Corso Garibaldi lato porto

«Comprendiamo che la limitazione dell’accesso al centro in questo modo può creare qualche difficoltà – spiega l’assessore alla viabilità e sicurezza, Stefano Foresi, – ma crediamo che tutti ci rendiamo conto e condividiamo la necessità di aumentare le misure di sicurezza nei luoghi più importanti e frequentati della nostra città. Continuerà inoltre, come avvenuto nei mesi scorsi, il pattugliamento di corso Garibaldi da parte della Polizia Municipale. Parallelamente sarà costante, come assicurato anche nel corso della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’attività di controllo delle forze dell’ordine che sin da ora ringraziamo per il loro forte impegno».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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