Ancona: s’intrufola a una festa e rapina un diciottenne, arrestato

Festa di Halloween con furto e ricettazione

Ancona. Gli agenti della Squadra Volante della Questura hanno tratto in arresto un cittadino extracomunitario di 21 anni, originario dell’Albania, residente nel capoluogo e regolare, per il reato di rapina ai danni di un ragazzo minore di anni 18.

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Il malvivente, approfittando di una festa di Halloween organizzata da alcuni giovani studenti, seppur non invitato, si intrufolava alla festa mescolandosi agli altri giovani che animavano la pista da ballo.

Dopo aver ballato per ore insieme agli studenti, verso l’una entrava nei bagni del locale e la sua attenzione veniva attirata da un giovane che stava inviando degli sms tramite il suo cellullare di ultima generazione.

Calatosi il cappuccio della felpa sulla testa per non farsi riconoscere, si avvicinava allo studente e lo scaraventava contro il muro strappandogli dalle mani il telefonino per poi darsi alla fuga. Intimando alla vittima di non voltarsi a guardarlo e di non provare a seguirlo.

Lo studente, seppur spaventato, tornava dai compagni e faceva chiamare il 113 della Questura, dando una sommaria descrizione del rapinatore.

L’arrivo tempestivo della Squadra Volante sorprendeva il malvivente che alla vista della Polizia gettava a terra il telefonino cercando di raggiungere una fermata dell’autobus.

Bloccato dai poliziotti l’uomo non poteva far altro che ammettere le proprie responsabilità.

Perquisito dagli agenti, nello zainetto che portava sulle spalle è stato trovato un  giubbotto che il malvivente aveva trafugato poco prima ad una giovane invitata alla festa, del tutto ignara del furto subito.

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Accompagnato presso gli uffici della Questura il cittadino extracomunitario si trincerava dietro un impenetrabile silenzio, limitandosi a declinare le proprie generalità e a mostrare i documenti.

Mutismo reso vano dagli immediati accertamenti effettuati dagli agenti, dai quali emergevano a suo carico numerosissimi reati contro il patrimonio, in particolare furti e rapine, nonché reati contro la persona.

Dopo le formalità di rito veniva tratto in arresto per rapina aggravata e veniva, altresì, denunciato per furto e ricettazione. Il telefonino e il giubbotto recuperati dagli agenti venivano restituiti ai legittimi proprietari.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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