Ancona – Scippi e rapine a donne anziane: arrestati

La squadra mobile ferma un italiano e un dominicano

Ancona – Gli uomini Squadra Mobile, sezione reati contro il patrimonio, hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere a carico di B.M. italiano, classe 1970, residente in Ancona e ritenuto responsabile dei reati continuati di rapina e furto aggravati, lesioni personali nonché autoriciclaggio, commessi in concorso con un cittadino dominicano classe 1990 già sottoposto a fermo di persona e gravemente indiziato di delitto.

Le indagini, coordinate dal dott. Daniele Paci, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, traggono origine da molteplici episodi di scippi e rapine avvenuti ad Ancona nel bimestre aprile – maggio, ai danni di donne perlopiù anziane, alle quali venivano strappate dal collo collane in oro, procurando, in alcune circostanze, lesioni personali anche gravi.

Dopo il provvedimento di fermo del giugno scorso, eseguito a carico del dominicano gravemente sospettato, l’attività investigativa ha consentito di raccogliere ulteriori elementi probatori a carico del B.M., che hanno portato all’ordine di custodia cautelare in carcere eseguito questa mattina a suo carico.

All’epoca dei fatti, l’uomo era stato denunciato in stato di libertà per insufficienza di gravi indizi di colpevolezza tali da supportare un provvedimento restrittivo come invece avvenuto per il suo complice.

Gli accertamenti esperiti hanno portato alla luce la corresponsabilità dell’italiano che di fatto fungeva da autista al momento dei crimini e poi divideva i proventi con il complice.

I due attualmente sono custoditi nella casa circondariale di Montacuto in regime di custodia cautelare.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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