Ancona – Riapre la Chiesa del Gesù dopo il restauro

L'inaugurazione il 30 luglio, concerto inaugurale e visite guidate su prenotazione

Ancona, 26 luglio 2021 – Grazie all’Arcidiocesi di Ancona-Osimo e alla collaborazione della Delegazione FAI di Ancona, venerdì 30 luglio riaprirà la Chiesa del Gesù (Piazza Benvenuto Stracca, 1) dopo gli importanti interventi di restauro commissionati e finanziati dall’Arcidiocesi stessa.

Ancona – La facciata della Chiesa del Gesù

Ancona torna così a godere della bellezza di questo splendido edificio, opera del celebre architetto Luigi Vanvitelli, che per la sua particolare forma architettonica sembra abbracciare idealmente la città e il suo mare. La Chiesa è stata og­getto di consistenti opere di ri­sanamento a seguito di infilt­razioni di acqua che hanno compr­omesso gli intonaci, gli stucchi ed in generale l’apparato decorativo degli inte­rni, soprattutto nel­la zona del presbite­rio.

Inoltre, il restauro di tutti i marmi degli altari dell’edificio ha permesso la ricollocazione di tutte le tele appartenenti alla Chiesa nelle rispettive collocazioni originarie. Ecco quindi ritornare a casa la maestosa Circoncisione di Orazio Gentileschi nell’altare maggiore, la Partenza di San Francesco Saverio per le Indie di Sebastiano Conca, il Sant’Antonio Abate di Filippo Pallavicini.

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Per celebrare questa importante restituzione sono previste una serie di iniziative rivolte alla cittadinanza. Si parte venerdì 30 luglio, ore 21.15, quando alla presenza dell’Arcives­covo Metropolita di Ancona-Osimo, Mons. Angelo Spina, si ter­rà l’evento inaugura­le. La serata sarà accom­pagnata da un concer­to a cura dei Maestri dei Cantieri Musicali Ancona: Andrea Andreani (Oboe), Alessandra Capici (Soprano), Arnaldo Giacomucci (Clavicembalo) e Anna Maria Morresi (Clavicembalo).

Si prosegue sabato 31 luglio con due visite guidate alle ore 18.00 e alle ore 19.00. Entrambi gli eventi, a ingresso gratuito, sono su prenotazio­ne al numero: 320 877 36 10 causa il numero di posti limitato in ot­temperanza della nor­mativa anti-covid.

Infine, dal 1 agosto la Chiesa del Gesù rimarrà aperta nei giorni di sabato e domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 grazie ai volontari del Fondo Ambiente Italiano – Delegazione FAI di Ancona.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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