Ancona – Quartiere Archi – Maxi operazione antidroga della Questura

Spacciatore del Gambia arrestato con 3 etti di marijuana

Ancona – Nell’ambito dei controlli del territorio predisposti dalla Questura di Ancona,  ieri pomeriggio intorno alle 15.30, una task force della Polizia di Stato  ha passato al setaccio alcune zone cittadine nelle vicinanze della Stazione Ferroviaria, ed in particolare i quartieri Palombella, Piano San Lazzaro  ed Archi.

Una pattuglia della polizia di Ancona
Una pattuglia della Polizia di Ancona

Con l’ausilio di cani antidroga e pattuglie del reparto Prevenzione Crimine Umbria/Marche, coordinati dagli agenti della Questura dorica, la polizia ha effettuato controlli  mirati in alcune aree dei predetti quartieri maggiormente frequentate da tossicodipendenti e spacciatori.

Particolare attenzione è stata posta al quartiere Archi e, nello specifico, al Parco Pacifico Ricci.

Gli agenti hanno effettuato il blitz accedendo nell’area dalle due entrate principali, quella in basso di Via Fornaci Comunali e quella in alto di Via Pergolesi.

Tutta la marijuana sequestrata
Tutta la marijuana sequestrata

Nei pressi del campetto di calcio, dove si erano raggruppati, gli agenti hanno fermato alcuni extracomunitari ed in particolare un cittadino del Gambia che, alla vista della Polizia, gettava fra i cespugli un sacchetto di plastica nel tentativo di nasconderlo.

Esito quasi scontato. All’interno della busta i poliziotti rinvenivano una sessantina di dosi di marijuana. Contemporaneamente, nelle immediate vicinanze, il cane poliziotto Tar fiutava altra sostanza stupefacente dello stesso tipo nascosta in una siepe.

In totale gli agenti sequestravano più di tre etti di marijuana pronta per essere smerciata, nonché la somma di 160 euro frutto dell’inizio dell’attività di spaccio.

N. A., di 22 anni, è stato arrestato con l’accusa di detenzione  di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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