Ancona – Quartiere Archi – Maxi operazione antidroga della Questura

Spacciatore del Gambia arrestato con 3 etti di marijuana

Ancona – Nell’ambito dei controlli del territorio predisposti dalla Questura di Ancona,  ieri pomeriggio intorno alle 15.30, una task force della Polizia di Stato  ha passato al setaccio alcune zone cittadine nelle vicinanze della Stazione Ferroviaria, ed in particolare i quartieri Palombella, Piano San Lazzaro  ed Archi.

Una pattuglia della polizia di Ancona
Una pattuglia della Polizia di Ancona

Con l’ausilio di cani antidroga e pattuglie del reparto Prevenzione Crimine Umbria/Marche, coordinati dagli agenti della Questura dorica, la polizia ha effettuato controlli  mirati in alcune aree dei predetti quartieri maggiormente frequentate da tossicodipendenti e spacciatori.

Particolare attenzione è stata posta al quartiere Archi e, nello specifico, al Parco Pacifico Ricci.

Gli agenti hanno effettuato il blitz accedendo nell’area dalle due entrate principali, quella in basso di Via Fornaci Comunali e quella in alto di Via Pergolesi.

Tutta la marijuana sequestrata
Tutta la marijuana sequestrata

Nei pressi del campetto di calcio, dove si erano raggruppati, gli agenti hanno fermato alcuni extracomunitari ed in particolare un cittadino del Gambia che, alla vista della Polizia, gettava fra i cespugli un sacchetto di plastica nel tentativo di nasconderlo.

Esito quasi scontato. All’interno della busta i poliziotti rinvenivano una sessantina di dosi di marijuana. Contemporaneamente, nelle immediate vicinanze, il cane poliziotto Tar fiutava altra sostanza stupefacente dello stesso tipo nascosta in una siepe.

In totale gli agenti sequestravano più di tre etti di marijuana pronta per essere smerciata, nonché la somma di 160 euro frutto dell’inizio dell’attività di spaccio.

N. A., di 22 anni, è stato arrestato con l’accusa di detenzione  di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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