Ancona – Picchia e minaccia il padre con un coltello, arrestato 24enne nord africano

Giovane tossicodipendente da settimane vessava il genitore pretendendo soldi per acquistare droga

Ancona, 13 maggio 2019 – Alla fine, dopo innumerevoli aggressioni e minacce rivolte al padre, la polizia ha arrestato S. S., tossicodipendente 24enne di origine nord africana, rinchiudendolo nel carcere di Montacuto a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’ultima aggressione al genitore risale allo scorso sabato sera quando, durante una lite violenta, S. S. aveva aggredito il padre con un grosso coltello da cucina.

Alle 11.35 circa di questa mattina, il genitore ha richiamato il 113 della Questura di Ancona segnalando che il figlio, presentatosi di nuovo presso la sua abitazione al Piano San Lazzaro, lo aveva ancora aggredito pretendendo denaro per drogarsi. Giunti sul posto, gli agenti hanno fermavano il giovane che, sentite le sirene, aveva cercato di scappare.

Ieri sera, dopo l’aggressione e le minacce di sabato, il padre aveva presentato in Questura un’articolata denuncia contro il figlio, nella quale raccontava come nelle ultime settimane la situazione fosse gravemente degenerata per la sua continua e spasmodica richiesta di denaro per l’acquisto di droga. Il figlio lo aveva picchiato, gli aveva rubato il cellulare e lo aveva obbligato a consegnargli una ventina di euro sotto la minaccia di un coltello. Tanto che il poveretto era stato costretto a ricorrere alle cure mediche presso l’ospedale di Torrette per contusioni ad una scapola ed allo sterno, guaribili in dieci giorni.

Vista la gravità dei fatti e la pericolosità del soggetto, gli agenti hanno proceduto all’arresto.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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