Ancona – Nuovi orari del “bus navetta” sostitutivo per chiusura Corso Stamira

In vigore da lunedì 11 settembre. Gratuito per l'utenza extraurbana (abbonati Atma) e abbonati Trenitalia

Ancona – A seguito dei lavori che stanno interessando Corso Stamira e dell’obbligo di circolazione a senso unico, le linee bus urbane ed extraurbane in partenza da piazza Cavour e dirette verso la Stazione RFI transitano in galleria Risorgimento e via Martiri della Resistenza, escludendo quindi via XXIX settembre e via Marconi.

Ancona – Il cantiere in Corso Stamira

Per questo motivo è stato istituito  già dalla scorsa settimana un servizio sostitutivo di trasporto con una navetta che circola dal lunedì al sabato, dal Porto (sede Autorità Portuale)-varco della Repubblica-via XXIX Settembre-via Marconi-stazione Centrale.

Gli orari delle navette sono stati modificati e da lunedì prossimo, 11 settembre, dal lunedì al sabato, saranno i seguenti:

Percorso: Capolinea fermata extraurbana Traiano (vicino alla Banca d’Italia) – Via XXIXSettembre – Via Marconi – Stazione Centrale – Via Marconi – Via XXIX Settembre (Capolinea)

Partenze dal Capolinea di via XXIX Settembre (Traiano)

 

06:4007:0007:2007:3007:4007:5008:0008:1008:2008:3008:40
08:5009:0009:1009:2009:4010:0011:0011:2011:4012:0012:20
12:3012:4012:5013:0013:1013:2013:3013:4013:5014:0014:10
14:2014:3014:4015:0015:2015:4016:0016:2016:4017:0017:20
17:4017:5018:0018:1018:2018:3018:4018:5019:0019:1019:20
19:3019:4019:5020:0020:2020:40

 

Il bus navetta transita in Stazione Centrale dopo circa 4 minuti dall’orario di partenza dal capolinea di via XXIX Settembre.

Il servizio svolto dal bus navetta viene offerto gratuitamente:

  • all’utenza del servizio extraurbano, che sia munita di regolare abbonamento ATMA e
  • all’utenza ferroviaria, munita di regolare abbonamento Trenitalia.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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