Ancona – Nei guai ex ristoratore 35enne anconetano

Fermato dai Carabinieri mentre trasportava attrezzature alberghiere rubate in un hotel di Prato è stato denunciato per ricettazione

Ancona, 20 agosto 2020 – A controllare il furgone, in località Paterno, sono stati i Carabinieri della stazione di Collemarino, durante un servizio per la repressione dei reati predatori svolto insieme ai colleghi della Sezione Operativa del Norm di Ancona.

L’autista del mezzo fermato, un 57enne di Filottrano operaio di una ditta edile di Osimo, era in compagnia di un 35enne, ex ristoratore anconetano. All’interno del veicolo, i Carabinieri hanno trovato diverse attrezzature per la ristorazione: abbattitore, lavastoviglie, mobili e griglie professionali, tutte nuovissime e ancora coperte dalla pellicola protettiva applicata dal produttore.

La stazione carabinieri di Collemarino

Alla richiesta della relativa documentazione,  l’ex ristoratore ha dichiarato ai militari di aver prelevato gli elettrodomestici all’interno del suo ex locale per trasportarli in un altro immobile dove a breve avrebbe aperto una nuova attività di ristorazione. La merce era sua, e dunque non poteva giustificarne il possesso. Insospettiti, i Carabinieri hanno effettuato un’ispezione all’immobile indicato dal 35enne, trovandovi altre attrezzature professionali: una macchina per il caffè, due forni, due mobili, una lavastoviglie, una bilancia suprema, un’affettatrice professionale, un convertitore di frequenza, due pentoloni e quarantatre taglieri in legno.

Tutte le attrezzature, per un valore di circa 60mila euro, in assenza di una valida giustificazione in merito alla provenienza sono state prima catalogate e poi sottoposte a sequestro. Non avendo ricevuto nessuna denuncia di furto per simili macchinari i Carabinieri, attraverso le loro matricole, sono dapprima risaliti al produttore e poi all’unico acquirente possibile: un hotel di Prato, in Toscana, che è risultato in fase di ristrutturazione.

È bastata una telefonata per scoprire che il proprietario non si era accorto dell’avvenuto furto. Questa mattina, l’amministratore delegato della struttura alberghiera toscana ha denunciato presso la stazione Carabinieri di Jolo che ignoti, rompendo una catena in ferro, erano entrati all’interno della cucina della struttura alberghiera impossessandosi delle attrezzature rinvenute dai carabinieri dorici.

Per l’ex ristoratore 35enne anconetano è scattata la denuncia per ricettazione. Nei confronti dell’autista del mezzo non sono stati riscontrati reati in quanto ignaro della provenienza della merce che trasportava e di quella trovata nel capannone.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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