Ancona – Maxi sequestro di oltre 300 veicoli per 280mila euro di multe

I quartieri interessati: Piano, Adriatico, Tavernelle, Collemarino, Posatora, Baraccola e Aspio

Ancona, 15 settembre 2020 – Il periodo estivo non ha fermato l’operazione Strade pulite dei Carabinieri nel capoluogo dorico, che hanno rimosso dalla pubblica via numerosissimi mezzi: autovetture, camper, furgoni e motocicli, abbandonati in strada e sprovvisti della copertura assicurativa.

L’attività dei militari della Sezione Radiomobile del Norm, iniziata a settembre dello scorso anno, si inserisce in un più ampio contesto di monitoraggio di quelle aree dove i segnali di degrado sono più evidenti. Oltre al contrasto del fenomeno ambientale dell’abbandono dei veicoli, il servizio mira a mostrare una presenza tangibile dello Stato sul territorio.

I quartieri maggiormente interessati dal fenomeno sono stati: il Piano, Adriatico, Tavernelle, Collemarino, Posatora, Baraccola e l’Aspio. Il numero maggiore di veicoli, ben 120, è stato recuperato nelle zone centrali  (Zona Archi – Piano San Lazzaro – Vallemiano). Ma il fenomeno si è registrato anche in periferia dove sono stati recuperati 107 mezzi tra zona Monte D’Ago – Baraccola – Brecce Bianche – Aspio.

I mezzi abbandonati per le strade e rimossi dai Carabinieri, anche grazie alle segnalazioni pervenute al 112 da parte dei cittadini, sono in genere veicoli che i proprietari, anziché demolire, preferiscono parcheggiare negli spazi pubblici senza la copertura assicurativa. Alcune auto vengono addirittura lasciate con le portiere aperte ed esposte al massimo degrado. In qualche caso, essendo i proprietari deceduti e senza eredi, è stata avviata la procedura d’ufficio di alienazione attraverso la direzione regionale dell’Agenzia del demanio di Ancona.

Nell’ambito della meticolosa attività condotta dai Carabinieri, sei persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica per violazione colposa di doveri inerenti agli obblighi di custodia delle cose sottoposte a sequestro. In particolare, i militari hanno accertato che sei veicoli già sottoposti a sequestro per mancanza della copertura assicurativa ed affidati ai proprietari, sono stati comunque utilizzati percorrendo diverse centinaia di chilometri.

Complessivamente, sono stati sequestrati 325 veicoli ed elevate contravvenzioni per oltre 280.000,00 euro, e decurtati 1.625 punti dalle patenti. Analoghi controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni e saranno estesi nell’ambito di tutta la provincia dorica.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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