Ancona. Incontro hard si trasforma in aggressione e rapina

Avevano concordato tutto: l’orario, il posto, il prezzo. La squadra Volanti della questura intercetta e arresta il rapinatore

Ancona. Quella che doveva essere una prestazione sessuale a pagamento si è trasformata in rapina aggravata e aggressione.

 

La piaga della prostituzione di colore si va facendo via via più tecnologica
La piaga della prostituzione di colore si va facendo via via più tecnologica

È successo poco dopo la mezzanotte di oggi, 10 novembre, in un quartiere alla periferia di Ancona dove una donna cittadina extracomunitaria, di origini africane, classe 1983, arrotondava il suo stipendio di colf mettendo annunci hot su una chat di incontri erotici, promettendo incontri particolari e garantendo la discrezione  e l’anonimato che l’occasione richiedeva.

Ieri sera tutto sembrava essere uguale a quello che accadeva da tempo e, presi tutti i contatti telefonici e telematici, fissato l’appuntamento, la 34enne attendeva il suo cliente a casa.

i clienti
Basta un semplice computer per mettere annunci hot sulle chat erotiche

Di lì a poco arrivava nell’appartamento un cittadino italiano, classe 1975, pluripregiudicato, residente in provincia: appena entrato, mentre la donna incominciava a  spogliarsi, gli veniva chiesto di appoggiare sul comodino i 50 euro pattuiti a garanzia di un pagamento anticipato.

L’uomo incominciava a frugare nervosamente all’interno delle tasche dei pantaloni e del giaccone tirando fuori solo una banconota da 5 euro. Di fronte a questa scena, la donna interrompeva l’improvvisato spogliarello, incalzando il cliente con la richiesta reiterata di denaro e pretendendo l’intera somma.

Vedendo sfumare la serata hard, e dopo aver tentato inutilmente di avere uno sconto del 90%, improvvisamente l’uomo estraeva dalla tasca interna del giubbotto una lama da taglierino minacciando di usarla contro di lei. Impaurita, la donna tentava di sfuggire al suo aggressore che, intuendo le mosse della vittima, afferrava una sedia e gliela scaraventava addosso.

Mentre la donna era a terra, l’uomo apriva il cassetto del comodino e arraffava tutto il denaro che vi era al suo interno e, prima della fuga, portava via anche il telefono cellulare della sprovveduta nella speranza di guadagnare tempo e impunità.

La donna, nonostante fosse dolorante, si rialzava e tentava di inseguire il suo aggressore fino in strada, urlando e cercando di attirare l’attenzione dei vicini di casa. Uno di questi, attirato dalle grida e dalla scena inusuale, telefonava al 113 facendo scattare l’allarme. In pochissimo tempo la zona è stata raggiunta da tutti gli equipaggi della squadra Volante.

rapina-hard

Agli occhi degli agenti si è presentata la donna in abiti discinti che, alquanto impaurita ed agitata, raccontava quanto accaduto dando una precisa descrizione dell’uomo.

Immediatamente, affidata la malcapitata alle cure specialistiche del 118, scattava la ricerca del rapinatore che veniva intercettato in una via limitrofa, poco illuminata, nascosto da una fila di cassonetti per la raccolta differenziata mentre, accovacciato a terra, contava soddisfatto il denaro che era riuscito a rubare: 210 euro in banconote da 10, 20 e 50.

Neanche il tempo di alzare la testa che già i poliziotti gli erano alle spalle per bloccarlo. Appoggiata a terra, di fianco all’uomo seduto, i militi hanno rinvenuto anche la lama del taglierino.

Portato in Questura, A.F. assumeva un atteggiamento poco collaborativo minacciando i poliziotti e decantando le sue grandi capacità atletiche e pugilistiche frutto, a suo dire, di 7 anni di kick boxing. Il tutto condito da insulti, improperi e parolacce.

Messo in sicurezza l’aggressore, e sottoposto ai rilievi foto dattiloscopici, emergevano a suo carico precedenti di polizia per reati contro la persona e in materia di sostanze stupefacenti. Dopo le formalità di rito veniva tratto in arresto per il reato di rapina aggravata e accompagnato presso il carcere di Montacuto.

La donna se la caverà con cinque giorni di prognosi per contusioni ad una spalla

 

Redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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