Ancona – Incendio di vaste proporzioni in zona porto

Le fiamme divampate da un capannone nell’area ex Tubimar. In via precauzionale chiuse tutte le scuole, i parchi e gli impianti sportivi. Il video

Ancona, 16 settembre 2020 – I Vigili del fuoco sono intervenuti questa notte intorno a mezzanotte e trentacinque minuti in zona porto ad Ancona, nell’area ex Tubimar, a causa di un incendio di vaste proporzioni scaturito da un capannone. A scatenare le fiamme, sembrerebbe essere stato un cortocircuito ma i rilievi sono ancora in corso.

Ancona – Una suggestiva immagine dell’incendio di un capannone in zona porto area ex Tubimar (foto da FB di Arianna Moroni)

Dopo varie ore di lavoro, intorno alle sei di questa mattina l’incendio è stato messo sotto controllo dalle squadre VF di Ancona, Macerata e Pesaro, sul posto con 12 autobotti, due autoscale e tre autobotti aeroportuali. Intervenuti anche Polizia di Stato, Carabinieri e personale del 118. Gli operatori dell’Arpam e dell’Asur stanno controllando la qualità ambientale e lo stato dell’aria. Il video:

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Una densa nube di fumo acre si è alzata nel cielo sopra il centro città. Il Comune di Ancona, in attesa del risultato delle analisi di Arpam e Asur ha ordinato in via precauzionale di tenere chiuse le finestre delle case. Chiuse, sempre in via precauzionale, tutte le scuole di ogni ordine e grado, le università, i parchi e gli impianti sportivi all’aperto.

«Dai primi rilievi non sembrano esserci problemi d’inquinamento – ha scritto su Facebook il sindaco di Ancona Valeria Mancinellima in via precauzionale era necessario chiudere scuole, parchi e impianti sportivi in attesa del risultato delle analisi. Invitiamo anche a limitare gli spostamenti in città a quelli strettamente necessari»

Sospese anche le attività al pubblico

(Aggiornamento ore 11.00) A seguito dell’incendio che si é sviluppato nella notte nell’area ex Tubimar in zona portuale, il Comune di Ancona ha sospeso in data odierna le attività al pubblico: Pinacoteca, Mostra Letizia Battaglia, La Mole e Biblioteca Comunale in attesa dei risultati e delle indicazioni delle autorità sanitarie.

Nella tarda mattinata si riunirà il Centro operativo comunale (Coc), per fare il punto della situazione con l’Autorità sanitaria e i Vigili del Fuoco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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