Ancona – Il Questore chiude per 15 giorni Il Bar Rosario a Palombella

Era diventato il punto di ritrovo di pregiudicati, prostitute, ubriachi, tossicodipendenti e borderline

Ancona, 6 novembre 2019 – Con un provvedimento firmato ieri mattina dal Questore di Ancona, Claudio Cracovia, è stata disposta la chiusura per 15 giorni nei confronti del Bar Rosario nel quartiere Palombella, un esercizio che negli ultimi mesi era stato controllato e monitorato dalla Polizia di Stato.

Ancona – Il Bar Rosario nel quartiere Palombella

La chiusura temporanea del locale è stata disposta ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, in quanto era diventato il punto di ritrovo di pregiudicati, prostitute, ubriachi, tossicodipendenti e borderline, la cui presenza rappresentava un indice di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Una situazione che creava anche un grave disagio alla cittadinanza, tanto che in Questura erano arrivate diverse segnalazioni da parte dei residenti in zona.

Ancona – Il Bar Rosario resterà chiuso al pubblico per 15 giorni

Il provvedimento di sospensione è stato eseguito nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17, a locale aperto al pubblico, quando gli agenti della Polizia Amministrativa della Questura, coadiuvati dagli agenti delle Volanti lo hanno notificato ai titolari dell’esercizio, che hanno chiuso l’attività.

Con detto provvedimento il Questore Claudio Cracovia ha voluto fornire un’immediata risposta ai cittadini, la cui sicurezza è sempre al primo posto.

Come si ricorderà, analoghi provvedimenti sono stati adottati nelle scorse settimane nei confronti di altri esercizi pubblici operanti nei quartieri Piano San Lazzaro, Archi, centro città ma anche sulla spiaggia di Palombina. Una linea, quella adottata dal Questore Claudio Cracovia, che intende fornire un’immediata risposta ai cittadini, la cui sicurezza è sempre al primo posto.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio i moscioli dell’aria di Portonovo

Quando il marketing spinge al superfluo


Portonovo (AN), 3 dicembre 2019 – Questa volta lo spunto di riflessione arriva da Il Resto del Carlino di oggi che, sulla pagina di Ancona, pubblica un articolo dal titolo bizzarro a firma Ilaria Traditi: “Portonovo, ora è in vendita anche l’aria”.

In sostanza, alcuni anni fa Paolo Bonetti (nella foto di Bobo Antic, per gentile concessione de Il Resto del Carlino), imprenditore della Baia con il bernoccolo del marketing, s’è inventato l’idea di mettere in lattina l’aria salubre di Portonovo, per offrirla poi ai turisti al costo di 3 euro. Un’idea che, visto il successo di vendite, sembrerebbe vincente e lucrosa dal momento che il barattolo di latta pieno di niente da souvenir estivo è diventato anche fortunata strenna natalizia.

Come spiega Ilaria Traditi, il business è ben consolidato: “dall’aria delle Dolomiti venduta in bottigliette da 5 euro, a quella delle Montagne Rocciose che spopola tra i cinesi venduta dalla società canadese Vitality Air fino a quella delle incontaminate campagne inglesi che va forte in Corea”. E, aggiungo io, l’acqua isotonica benefica e tonificante per gli occhi del mare delle Cinque Terre in Liguria venduta in bottigliette.

Ora, tenuto conto che nel marketing ogni idea finalizzata a promuovere un territorio può essere geniale quando funziona – e quella di Paolo Bonetti lo è – mi domando perché la gente sia disposta a spendere denaro – anche 10 euro – per acquistare il nulla. Perché l’aria di Portonovo, delle Dolomiti o delle Montagne Rocciose è francamente il nulla. Quando vai in quei posti, puoi mettertela da solo all’interno di un barattolo e, se il barattolo già ce l’hai, lo puoi fare a costo zero!

La società dei consumi di cui facciamo parte tutti, e le leggi di questo sistema che regolano la promozione degli articoli e dei prodotti immessi sul mercato – che in un modo o nell’atro devono comunque essere venduti – hanno profondamente modificato la capacità di valutazione del singolo. Così tanto, da arrivare a farti acquistare il superfluo convincendoti che ne valga la pena. Di questo assunto sono pieni i nostri carrelli della spesa.

Per quanto mi riguarda, se vado a Portonovo preferisco portarmi a casa un succoso piatto di moscioli: ti basta aggiungerci un po’ di limone e prezzemolo per farti ricordare per sempre di quella bellissima Baia. Dell’aria in lattina, una volta aperta, non ti resta che una lattina piuttosto indigesta. Nessun profumo, nessun gusto, nessun senso d’aver assaporato il paradiso.

 


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