Ancona – il Colonnello Cristian Carrozza sostituisce Caporossi

Avvicendamento al Comando Provinciale Carabinieri di Ancona. Il Colonnello Stefano Caporossi torna a Roma a guidare il Quarto Reggimento Carabinieri a cavallo

Ancona, 12 settembre 2018 – Domani, giovedì 13 settembre, il Colonnello Stefano Caporossi, comandante del Comando Provinciale Carabinieri di Ancona, lascerà l’attuale incarico per assumerne un altro nella città di Roma. Nella città dorica dal 2015, sarà il nuovo comandante del Quarto Reggimento dei Carabinieri a cavallo nella capitale.

Il Colonnello Stefano Caporossi durante una visita al Comune di Osimo (foto d’archivio)

Al suo posto, arriva il 50enne Colonnello Cristian Carrozza che vanta un curriculum importante nonostante la giovane età.

Nato a Sulmona il 7 agosto 1968, Il Colonnello Carrozza ha intrapreso la carriera militare il 29 settembre 1984, frequentando la Scuola Militare “Nunziatella“ di Napoli. Dal 1987 al 1992 ha frequentato i corsi dell’Accademia Militare di Modena e della Scuola di Applicazione Carabinieri in Roma.

Laureato in Giurisprudenza ed in Scienze della Sicurezza interna ed esterna, abilitato alla professione di avvocato, ha frequentato, tra l’altro, il corso di Studi Superiori per consulenti Legislativi presso la Scuola di Scienza e Tecnica della Legislazione “Mario D’Antonio”.

Il Colonnello Cristian Carrozza, nuovo comandante del Comando Provinciale Carabinieri di Ancona

Da Tenente e Capitano ha maturato significative esperienze di Comando: Comandante di Plotone presso l’11° btg. CC “Puglia”; Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casoria (NA); Comandante delle Compagnie di Este (PD) e Brindisi, con rilevanti impegni nel contrasto alla criminalità comune ed organizzata, nonché sul fronte della lotta al contrabbando e dell’immigrazione clandestina.

Dopo una importante esperienza nello Stato Maggiore del Comando Generale, da Ufficiale Superiore è stato, tra l’altro, membro per l’Arma dei Carabinieri del Consiglio di Amministrazione  della Cassa Ufficiali e di staff presso l’Ufficio del Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, prima di approdare al comando, dal 2010 al 2013, del  12° Battaglione CC “Sicilia”.

Dal 2013 al 2018 è stato Capo Ufficio Personale della Legione Carabinieri “Lazio”.

Insignito dell’Ordine Militare della Repubblica Italiana, nonché della Medaglia “Mauriziana”, è coniugato ed ha tre figli.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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