Ancona – Gli trovano in casa un vero arsenale per scassinare serrature

L’uomo, che nel suo paese era laureato in ingegneria, si è difeso asserendo che la sua è una personale passione per certe attrezzature

Ancona – Report delle ultime 24 ore di servizio della task force della Questura di Ancona, composta da Agenti delle Volanti, Cinofili e Squadra Mobile per il controllo del territorio cittadino. Il dispositivo ha garantito anche una vigilanza dinamica dedicata a tutte le sedi istituzionali, al porto, stazioni ferroviarie, parcheggi, luoghi di culto, locali pubblici, aree dismesse, zona industriali e tutte le arterie che adducono al capoluogo dorico.

Questi, i numeri del report consegnato questa mattina al Questore Oreste Capocasa:

Persone denunciate5
Persone segnalate per droga2
Persone controllate239
Cittadini extracomunitari identificati146
Veicoli controllati127
Posti di controllo13
Locali controllati6
Chiamate al 113195

 

Fra i tanti interventi, uno in particolare. Ieri mattina gli agenti hanno eseguito una perquisizione presso l’abitazione di un uomo, L. R., 38 anni, già conosciuto per reati contro il patrimonio.

Durante la perquisizione sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro numerosi accessori, sia meccanici che elettronici utilizzati come strumenti per effettuare furti. L’abitazione dell’uomo era stata trasformata in un laboratorio di meccanica in cui effettuare tutti gli esperimenti necessari per forzare serrature, aggirare sistemi di allarme o di sicurezza.

Chiavi, lucchetti e grimaldelli sequestrati dalla polizia

L’uomo possedeva decine e decine di serrature su cui effettuava, attraverso chiavi alterate e grimaldelli, esperimenti su come aprirle. In particolare, i poliziotti della Squadra Mobile hanno rinvenuto numerosi strumenti meccanici come: una chiave in grado di aprire le diverse serrature dei distributori automatici, una serie di chiavi “passpartout” in grado di aprire lucchetti e serrature di diverso genere, un “blister” antitaccheggio idoneo ad aprire le confezioni di sicurezza per la custodia dei dispositivi elettronici di valore, una pistola ad aria compressa in metallo priva di tappo rosso, un paio di manette di sicurezza, guanti e varie calamite in grado di pilotare i congegni metallici.

Oltre agli accessori manuali sono stati sequestrati accessori elettronici come: un dispositivo elettrico in grado di rilevare la presenza di infrarossi, in modo da aggirare eventuali sistemi di allarme, e un “jammer” ovvero un disturbatore di frequenza in grado disturbare le trasmissione.

L’uomo è stato denunciato per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli atti allo scasso, nonostante il suo tentativo di legittimare il possesso del materiale come una sua passione personale, visto che nel proprio paese era laureato in ingegneria meccanica.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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