Ancona – Due diversi interventi dei Vigili del fuoco in provincia

Un incendio a Jesi e un furgone uscito fuori strada a Chiaravalle

Ancona – Nella giornata do ieri, 21 settembre, i Vigili del fuoco del Comando, sono intervenuti una prima volta alle 8.20 circa nel comune di Jesi, per l’incendio di una macchina adibita all’essiccazione dei cereali.

Jesi – L’opera di spegnimento dei Vigili del fuoco all’essiccatore di cereali

Gli operatori giunti sul posto hanno spento le fiamme ed estratto circa 40 quintali di granoturco dal macchinario. Non si segnalano persone coinvolte.

Chiaravalle – I vigili del fuoco, con l’ausilio di un’autogru rimettono sulla carreggiata il furgone uscito di strada

Nella tarda mattinata, verso le 11.15 circa, un secondo intervento ha visto impegnati i Vigili del fuoco nel comune di Chiaravalle, per un incidente stradale. Un furgone frigorifero è uscito di strada.

Sul posto, gli operatori sono giunti sia con l’autobotte che con l’autogru. L’automezzo incidentato è stato riposizionato sulla sede stradale. Non si segnalano persone ferite.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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