Ancona – Di nuovo in trincea il Comitato di Cittadini di Via Torresi

Le nuove battaglie nel quartiere: Scuole Savio e Sabin, Comprensorio Erap, marciapiedi e manutenzioni

Ancona, 1 agosto 2020- C’è preoccupazione in città per le sorti della Scuola primaria Domenico Savio e della materna Sabin, un polo scolastico polifunzionale con parco, piscina, palestra e posizione strategica in una zona molto popolata e facilmente raggiungibile.

Dal 2008 per ragioni strutturali la scuola lavora a regime ridotto nonostante i fondi per ultimare i lavori furono stanziati nel 2015. Lo scorso febbraio un rappresentante delle attività economiche di Via Torresi fu invitato al CTP Grazie-Tavernelle dove l’assessore Foresi dichiarò che i lavori sarebbero partiti entro giugno 2020. Intenzione smentita da un articolo apparso sul Corriere Adriatico il 14 luglio 2020, dove si apprendeva che il tutto era slittato ad ottobre.

Ancona – Lavori di adeguamento sismico alla scuola primaria Domenico Savio (foto d’archivio)

Il Comitato di Cittadini di Via Torresi,  attraverso i portavoce Daniela Urbani, Silvia Trillini e Daniele Ballanti, chiede rassicurazioni all’Amministrazione sull’impegno di recupero del complesso scolastico; c’è anche perplessità sul fatto che la scuola ultimata ingloberà anche la materna Sabin.

Che fine farà il complesso attuale delle Sabin? Un altro contenitore vuoto nel quartiere dopo lo stabile dell’ex Usl di Via Ciavarini, il palazzo della Telecom, i molti capannoni e locali vuoti di Via Seppilli e Bornaccini con conseguente degrado? E alle Savio, dopo eventuale accorpamento, si avranno adeguati spazi per gli studenti o ci saranno classi pollaio?

Questi gli interrogativi posti dal Comitato che spiega: «I residenti sono allarmati e consci delle recenti chiusure di attività commerciali che depauperano sempre più il tessuto sociale e storico del quartiere, tanto da chiedersi cosa prevede l’Amministrazione per le Scuole in oggetto e il quartiere in generale».

Inoltre, il Comitato segue la questione: “Comprensorio Via Torresi 77-105 e mancanza di regolamento d’uso che tuteli la pacifica convivenza dei residenti”. Da tempo l’Erap, il Comune di Ancona e l’amministratore condominiale di alcuni civici, sono sollecitati a fornire risposte su tensioni e a volte illeciti da parte di privati in mancanza di un Regolamento di supercondominio.

Tentativi di usucapione, di abusi, bigliettini di avvertimento con anche danni alle auto e danneggiamenti del patrimonio ambientale che sono d’interesse della cittadinanza tutta. Da parte dell’Erap, a detta del Comitato: «silenzio assoluto. la Direzione Patrimonio del Comune ha risposto solo oggi dopo innumerevoli solleciti dichiarando che gli spazi condivisi non sono di sua proprietà. Il frazionamento degli amministratori condominiali dei civici interessati e il muro di gomma di uno in particolare, non aiutano alla presa in carico dei problemi più volte segnalati. Richieste ufficiali giacciono nel dimenticatoio».

Il Comitato ha l’obiettivo, come avvenuto in passato per le mura di Via Torresi, di spingere sugli Enti e Studi suindicati a dare risposte, superando il lassismo e l’inerzia. Sarebbe sufficiente applicare la legge 220/2012 sui supercondomini o comunque un Regolamento sull’utilizzo comune; sono infatti 130 gli appartamenti del comprensorio che condividono strade interne, parcheggi e spazi condivisi.

«Il Comitato agirà sull’opinione pubblica e sulle Istituzioni con la stessa determinazione che portò a risolvere il problema “mura pericolanti” bloccato da 15 anni. Lo farà per la mancata manutenzione dei marciapiedi dissestati in più parti, per la necessità di effettuare manutenzioni sulle cancellate arrugginite delle scuole Domenico Savio, per la necessaria e periodica manutenzione degli alberi a bordo strada, bene prezioso da tutelare e conservare, che va fatta in primavera e non a luglio a seguito di caduta rami durante i temporali».

Una determinazione nel denunciare lo stato dei fatti e degli interventi da effettuare, che il Comitato Cittadini di Via Torresi porta avanti con fermezza: «Il Comitato chiede agli Enti coinvolti una presa in carico solerte e si riserva la possibilità di intervenire come in passato, anche svelando il carteggio avvenuto tra cittadini e persone degli Enti coinvolti, se questo fosse necessario».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

">
di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi