Ancona – Coinvolto in un incidente al Poggio gli trovano marijuana in auto

È un 22enne residente nel capoluogo, caduto nella rete sempre più fitta imbastita dai Carabinieri di Ancona per il controllo del territorio e il contrasto all’uso illecito di droghe

Ancona, 26 luglio 2020 – Continua incessante il controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Ancona che, nelle ultime 48 ore, hanno intensificato i servizi di prevenzione effettuando una serie di controlli mirati per rassicurare la popolazione.

L’attività straordinaria è stata attuata con un dispiego massiccio di 26 pattuglie; di queste, 14 erano “gazzelle” del pronto intervento 112 del Nucleo Operativo e Radiomobile. Nella fitta rete imbastita dai militi, è caduto un 22enne residente in provincia di Ancona.

Il giovane, protagonista di un incidente stradale di piccola entità in località Poggio di Ancona lungo Via Panoramica, al successivo controllo dell’auto da parte dei Carabinieri intervenuti è stato trovato in possesso di 0,5 grammi di marijuana nascosta sotto il sedile lato guida. È stato segnalato all’autorità prefettizia per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale non terapeutico.

Tradotto in cifre, il lavoro dei carabinieri sul territorio dorico si è concretizzato in 213 persone e 159 veicoli controllati; 19 persone sottoposte agli arresti domiciliari; 3 perquisizioni; e una raffica di contravvenzioni nei confronti di automobilisti indisciplinati. Quindici, nello specifico: cinque per l’uso del telefono cellulare durante la guida, due per non aver utilizzato le cinture di sicurezza, due per inosservanza dei limiti di velocità nel centro abitato, due per non aver rispettato il semaforo rosso e quattro veicoli sequestrati perché sprovvisti della copertura assicurativa. In totale, le multe inflitte ammontano a quattromila euro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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