Ancona – Arrestati dalla Polizia per spaccio 3 uomini e 1 donna

In due azioni distinte portate a termine nel capoluogo. Nella prima è un colombiano a finire a Montacuto. Nella seconda, una coppia anconetana finisce ai domiciliari mentre il presunto spacciatore, tutti e tre di origine rom, ha raggiunto in cella il collega colombiano

Ancona – 15 aprile 2019 – È successo tutto nella giornata di sabato 13 aprile: due azioni distinte della Polizia che ha arrestato per spaccio e consumo di cocaina quattro persone, tre uomini e una donna, tutti residenti nel capoluogo dorico.

primo intervento

La prima vicenda riguarda l’arresto di un giovane colombiano, J.L. P.P. di 24 anni. Gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile hanno perquisito la sua abitazione di Ancona dopo aver accertato che aveva ceduto un quantitativo di droga, pagata 100 euro, ad un assuntore.

Gli agenti, perquisendo la sua camera da letto, hanno trovato un barattolo di vetro pieno di riso; fra i chicchi, c’erano nascosti due involucri in cellophane contenenti complessivamente circa 30 grammi di cocaina e un bilancino di precisione.

Ancona – Droga e denaro sequestrati al colombiano

Sempre nell’appartamento, dentro un cassetto della stessa camera, il colombiano nascondeva anche una piccola quantità di marijuana. Sequestrati, inoltre, numerosi ritagli in cellophane e un barattolo con 77 pillole di caffeina in capsule usate per il “taglio” della droga, e 260 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio, dal momento che J.L. P.P. non svolge alcuna attività lavorativa.

Su Disposizione della Procura della Repubblica di Ancona, il giovane, arrestato per spaccio e detenzione di sostanza stupefacente, è stato rinchiuso in carcere a Montacuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

secondo intervento

Sempre sabato, una seconda vicenda di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, ha permesso di arrestare altre tre persone:  un sessantenne e una coppia marito e moglie di Ancona, tutti pregiudicati appartenenti alle famiglie della comunità rom di origini abruzzesi dimoranti in città, ritenuti responsabili di detenzione di cocaina ai fini di spaccio. I

I poliziotti della Squadra Mobile, venuti a conoscenza della fiorente attività di spaccio intrapresa da un italiano, G. D.R. di 60 anni, hanno predisposto un servizio di osservazione che ha permesso di notare una coppia, marito e moglie: A. S. nato nel 1969  e  A. D.R. anch’essa nata nel 1969, che uscivano dall’abitazione di G. D.R. dopo esservi entrati pochi minuti prima.

Ancona – La cocaina nascosta all’interno di un pallone da gioco per bambini

Ritenendo che in quel breve lasso di tempo potesse essere avvenuta una cessione di droga da destinare allo spaccio nella piazza anconetana, il personale delle Volanti dell’UPGSP di Ancona è intervenuto fermando i due coniugi, e trovandoli in possesso di circa 10 grammi di cocaina.

La successiva perquisizione al domicilio del 60enne G. D.R. ha permesso di rinvenire quasi mezzo etto di cocaina nascosta dentro un pallone da gioco in spugna per bambini. Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, la coppia marito e moglie sono stati collocati agli arresti domiciliari nel loro appartamento di Ancona, mentre il presunto fornitore di cocaina è stato rinchiuso nel carcere a Montacuto, tutti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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