Anci Marche sigla accordo con la Guardia Costiera di Ancona

AnconaMaurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, ed il Contrammiraglio Francesco Saverio Ferrara, direttore marittimo delle Marche e comandante del Porto di Ancona, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che, partendo dalle rispettive competenze, rafforza l’intesa in materia di scambio di dati ed informazioni, di coordinamento tra le attività turistico-balneari in capo ai Comuni rivieraschi e la regolamentazione della sicurezza sia in mare che negli arenili liberi, per la realizzazione di progetti specifici legati alla salvaguardia della vita umana in mare, sulle spiagge, sulle coste e dell’ecosistema marino, istituendo incontri periodici, tavoli di lavoro e iniziative di approfondimento specifiche.

Ancona – La stretta di mano fra il Contrammiraglio Francesco Saverio Ferrara e Maurizio Mangialardi sancisce l’accordo fra Anci Marche e Guardia Costiera Ancona

L’accordo sottoscritto ad Ancona, della durata di 3 anni, valorizza un protocollo nazionale già in essere tra i vertici dell’Associazione nazionale dei Comuni ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

«In una regione con 180 km di costa – ha detto Maurizio Mangialardi – la sinergia con la forza militare deputata al controllo della sicurezza in mare e della tutela ambientale è fondamentale. Siamo tra le prime Anci regionali ad aver ratificato a livello locale un accordo sancito anche a livello nazionale».

Soddisfatto anche Francesco Saverio Ferrara: «L’odierno accordo di collaborazione assume, nel rispetto del fondamentale principio della leale collaborazione interistituzionale, un virtuoso esempio di quella meritevole cooperazione tra diversi livelli di governo e di amministrazione che la Guardia Costiera costantemente ricerca – ha sottolineato il Contrammiraglio – Un’iniziativa che intende, quindi, valorizzare le competenze e le professionalità in essere per la miglior tutela dell’uso del demanio marittimo, dell’ambiente e delle coste marchigiane».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAMERANO E I FURTI DEGLI IMBECILLI!

14 novembre 2018 – Mentre nel mondo si sta consumando la tragedia dell’Isis, l’Inghilterra è a un passo dalla soluzione della Brexit e il governo italiano sfida apertamente l’Ue sulla Manovra di bilancio, a Camerano: settemila anime ai margini del Parco del Conero, l’imbecillità di un paio di ladruncoli da strapazzo fa dimenticare tutto ciò.

Ieri mattina Don Aldo, parroco di Camerano, si è accorto che la Madonnina a Fuor di porta era sparita dalla sua nicchia lungo le scalette che portano ai giardini. Una Madonnina che stava lì da sempre, senza nessun valore artistico o commerciale, ma di enorme valore religioso ed affettivo per tutta la comunità. Credente o non credente. Rubata da ignoti.

Camerano – La nicchia vuota della Madonnina

Madonnine così esistono ovunque. Non c’è paese in Italia che non ne abbia almeno una incassata in un nicchia lungo una strada o custodita in qualche edicola votiva. Che te ne fai di una Madonnina del genere, rubata alla comunità, quando sul mercato la puoi acquistare a poche decine di euro?

Sempre ieri mattina, sempre a Camerano. Un lettore del giornale esce con il cane. Ha con sé un cestello contenente sei bottiglie di plastica, vuote. Lo lascia di fianco alla casetta dell’acqua in Piazza Aldo Moro: finito il giro con il cane, al ritorno, riempirà le bottiglie. Ma le dimentica lì. Succede. Se ne ricorderà la sera, quando è ora di riportare fuori il cane. Va speranzoso alla casetta dell’acqua ma non trova più né il cestello né le bottiglie di plastica vuote. Rubate! Valore del bottino, non più di un euro.

Si sa, la madre degli imbecilli è sempre incinta, e pure quella degli idioti si difende bene, ma qui si va oltre. Qui non si è rubato per lucrare. Qui c’è la maleducazione e la mancanza di rispetto verso le cose altrui. Verso il sentire comune, verso il senso d’appartenenza. Qui si è rubato per meschinità! “Due sono le cose che distruggono presto la vita: la stoltezza e la meschinità” (Baltasar Gracián).

 

 

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