Agugliano – 49enne arrestato per stalking e porto illegale di armi

È un italiano residente a Roma che non riusciva ad accettare l’interruzione della relazione con l’ex compagna

Agugliano (AN), 17 ottobre 2020 – i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, un cittadino italiano 49enne residente a Roma responsabile di atti persecutori nei confronti della ex convivente, e di porto illegale di armi.

In particolare, i militari della locale stazione dando seguito ad una richiesta d’aiuto pervenuta telefonicamente al 112, si sono recati presso un’abitazione di Agugliano dove un uomo tentava con la forza di entrare in casa dell’ex compagna. Il 49enne romano, che non aveva accettato l’interruzione della relazione sentimentale con la donna, è stato bloccato e perquisito. In una tasca dei pantaloni i Carabinieri gli hanno trovato un coltello a serramanico.

Agugliano – I Carabinieri misurano la lunghezza della lama del coltello a serramanico

Dalle successive indagini, è emerso che da mesi l’uomo molestava l’ex compagna con telefonate insistenti e messaggi, fino a ieri sera quando si è presentato sotto casa di lei minacciandola pesantemente dopo il rifiuto a farlo entrare.

A seguito dell’arresto, questa mattina il Giudice ha convalidato il provvedimento precautelare disponendo nei confronti del 49enne la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Gli è stato anche notificato il foglio di via obbligatorio di allontanamento dal Comune di Agugliano, con il divieto di farvi ritorno senza la preventiva autorizzazione per un periodo di tre anni, e con l’avvertimento che, in caso di trasgressione, sarà denunciato all’Autorità Giudiziaria.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Eravate rincoglioniti anche prima!”

Diventa virale sui social un post critico a firma Lorena Verucchi


27 ottobre 2020 – Le restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e in vigore da un paio di giorni, con le sue restrizioni, sospensioni e chiusure anticipate, ha scatenato sui social una ridda di reazioni disordinate, frastornate, spesso accusatorie. Ne riporto una, integralmente anche se cruda, a firma Lorena Verucchi che sta diventando virale a forza di condivisioni. Lascio al lettore ogni interpretazione e/o reazione, aggiungendo un personale quesito: ma davvero eravamo, o siamo, così?

Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche.

Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere.

Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché “i vostri figli sono in prigione”.

I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.

La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie. Vi meritate il dj del Papeete a capo della vostra mediocrità. Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua CO2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima.

Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare: non ce n’è coviddi! e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita.

Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo”.

Lorena Verucchi

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