SiAmo Loreto sollecita interventi di recupero per la pineta di Viale Marche

Castagnani: “Necessaria la riqualificazione del patrimonio arboreo e la sistemazione del percorso pedonale”

Loreto, 7 aprile 2021 – Una delle varie aree a verde di Loreto da troppo tempo dimenticata è la pineta di Viale Marche, un parco che divide due importanti strade percorso quotidianamente da pedoni che si recano in centro città e viceversa. A chiedere ufficialmente la programmazione di interventi per la sua ripulitura, e per la verifica di stabilità di alcuni alberi, è Gianluca Castagnani consigliere di SiAmo Loreto.

Chi abita in Viale Marche a ridosso del Parco qualche anno fa vedeva il mare, oggi la densità e l’altezza del boschetto sono tali che la copertura arborea impedisce tale vista da ogni parte del giardino.

«Occorrerebbe – spiega Castagnani – ragionare su una graduale sostituzione di queste conifere con latifoglie sempreverdi, in modo da creare uno spazio vitale e non solo di passaggio. Di fatto, gli aghi di pino seppelliscono ogni manufatto: le poche panchine, i sentieri che diventano così pericolosamente scivolosi, i marciapiedi. Chiedo che venga effettuata una pulitura dell’area e, nei momenti giusti, la prevenzione da nidi di processionaria, a tutela della salute umana e dei nostri amici a quattro zampe».

Altra nota dolente arriva dai muretti che delimitano gli stessi percorsi pedonali, con mattoni che si staccano e vengono rinvenuti ovunque, spesso al di sotto della coltre di aghi di pino.

La lista civica capeggiata da Cristina Castellani, ufficializzando la richiesta, in sostanza chiede un intervento di ripristino dei muretti a secco, manutenzioni periodiche e quanto richiesto da Castagnani in merito alla composizione arborea ed arbustiva del parco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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