Ottantotto i positivi al virus, Loreto annulla gli incontri e gli eventi pubblici

Il sindaco Pieroni: “per la prima volta sono molto, molto preoccupato”

Loreto, 16 novembre 2021 – Un sindaco Pieroni piuttosto tirato nei lineamenti del volto quello visto ieri sera nel consueto report settimanale ai cittadini sull’andamento del virus in città. Pieroni, si è detto: «Per la prima volta, veramente preoccupato. Positivi e quarantene stanno aumentando in maniera molto, molto preoccupante. Un aumento troppo impattante per il sistema sociale dei rapporti fra le persone».

Loreto – Il Palazzo comunale

Una preoccupazione, quella del primo cittadino loretano, giustificata ampiamente dai numeri. Ad oggi, Loreto conta 88 positivi e 159 persone in quarantena. Solo sette giorni fa i positivi erano 54 (due settimane fa, 31); e le persone in quarantena erano 129 (due settimane fa 90).

La media della crescita dei positivi nell’ultima settimana sfiora i 5 nuovi casi al giorno. «La città è al limite per quanto riguarda le criticità – ha aggiunto Pieroni – invito a rispettare sempre di più le regole e le normative in vigore».

L’elevato numero di casi positivi registrati a Loreto e l’aumento crescente dei contagi, hanno imposto all’Amministrazione comunale di mettere in atto tutte le precauzioni possibili. «Dobbiamo dare per primi il buon esempio – ha spiegato Pieroni – Per questo, nostro malgrado, abbiamo deciso di annullare gli ultimi incontri previsti nei comitati di quartiere e ogni altro evento pubblico, ritenendo fondamentale adottare ogni misura utile a contrastare la diffusione del virus in città».

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni

Gli incontri annullati sono i seguenti: quello di oggi nel quartiere Viale Marche; quello di mercoledì 17 novembre previsto nel quartiere Stazione e quello di giovedì 18 novembre previsto nel quartiere Mura-Centro. Resta confermata la giornata dell’election day, quella cioè dell’elezione dei comitati di quartiere, fissata per domenica 21 novembre: il mattino dalle 8 alle 12; il pomeriggio dalle 15 alle 20.

«Sono certo che saprete comprendere il senso di questa scelta di responsabilità – ha detto il Sindaco in conclusione – e che tutti insieme ci impegneremo nel rispetto delle norme di sicurezza per scongiurare un ulteriore aggravamento della situazione. Grazie a tutti voi per la collaborazione».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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