Luci, presepi e rievocazione storica: ecco in esclusiva il Natale lauretano

Lo svela l’assessore al turismo Fausto Pirchio

Loreto. Ad un mese dalle festività natalizie abbiamo incontrato l’assessore al turismo Fausto Pirchio che presenta in anteprima al Corriere del Conero le manifestazioni comunali del periodo natalizio.

Pirchio e Niccoletti al congresso di Fatima
Pirchio e Niccoletti al congresso di Fatima

Assessore prima di parlare delle vostre manifestazioni di dicembre, che ci racconta del Congresso sul futuro religioso svoltosi a Fatima cui ha partecipato insieme al sindaco Niccoletti?

«Ci siamo trovati insieme ai più importanti santuari del mondo, dalla stessa Fatima a Lourdes, passando per Chestochowa e Guadalupe in Messico. Il nostro santuario è risultato essere tra le offerte più complete, sia a livello religioso sia a livello culturale ed artistico. Naturalmente – ammette Pirchio – a confronto con le altre realtà i nostri numeri sono inferiori. Ma bisogna considerare che quasi tutti i santuari presenti al congresso hanno pochissima concorrenza al loro interno. La Francia, ad esempio, investe solo ed esclusivamente su Lourdes; o il Messico solo su Guadalupe. Ovvio che per Loreto entrare nel gruppo Shrine of Europe apre molteplici scenari ed opportunità attraverso lo scambio di esperienze e progetti sul turismo religioso».

Veniamo al Natale. Ci può svelare in anteprima le manifestazioni?   

«Sarà un Natale di luce e, come ormai succede da molti anni, saremo la città dei presepi che sorgeranno in tutti gli angoli e le vie del centro storico. Lo scenario tutt’intorno verrà messo in risalto da un tipo di illuminazione che evidenzierà i palazzi più importanti. A cominciare dalla scuola elementare Marconi, all’ingresso della città, che darà il benvenuto con le sue luci ai visitatori.

L'albero di Natale anche quest'anno, com'è ormai tradizione, verrà donato dalla città di Andalo
L’albero di Natale anche quest’anno, com’è ormai tradizione, verrà donato dalla città di Andalo

L’8 dicembre, in Piazza della Madonna, inaugureremo l’albero di Natale, offerto come sempre dal paese di Andalo, rappresentato in città nella persone del sindaco e di un assessore.

Il 9 dicembre – continua nell’elenco l’assessore – in occasione della festività della “Venuta” (traslazione della Santa casa a Loreto avvenuta nel 1294, ndr), ci sarà la rievocazione storica, con la collaborazione delle associazioni dei Rioni. In contemporanea, si svolgerà l’ormai ultracentenaria fiera delle bancarelle, e la caratteristica processione con la Madonna Nera.

il 10 dicembre si concluderanno i festeggiamenti con i riti religiosi. E arriviamo così al Natale in senso stretto.

Il presepe a Loreto. Quest'anno il centro storico ne sarà invaso
Il presepe a Loreto. Quest’anno il centro storico ne sarà invaso

Il 20, concerto di Natale con orchestra e solisti della Cappella musicale della Santa Casa; la vigilia, verranno benedetti e depositati i bambini Gesù nei presepi del centro storico.

Il 28 dicembre, aperitivo sulla neve (artificiale), per salutare il vecchio anno. Ovviamente, alle feste organizzate dal Comune faranno da corollario i vari spettacoli organizzati dalle associazioni lauretane e le funzioni religiose. Volevo ricordare – conclude Pirchio – che le manifestazioni sono in collaborazione con gli assessorati alla cultura di Luca Mariani e alle attività produttive di Donatella Marani, oltre all’assessorato al turismo della Regione Marche che fa capo a Moreno Pieroni».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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