Loreto – Vertenza Ragaini Radiatori: i lavoratori in sciopero incontrano sindaco e forze politiche

Niccoletti garante per l’apertura di un tavolo di concertazione con Regione Marche, Prefettura, titolari dell’azienda

Loreto – Si è svolto l’atteso incontro fra i lavoratori della Ragaini Radiatori in sciopero per la procedura di licenziamento di 166 dipendenti, il sindaco Paolo Niccoletti ed i capigruppo delle forze politiche presenti in  Consiglio comunale.

Per la maggioranza era presente Giordano Battistoni di Adesso Loreto, per le opposizioni Cristina Castellani di Loreto Libera e Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle.

Loreto. Il corteo dei lavoratori Ragaini Radiatori

I dipendenti si sono ritrovati in Piazza Garibaldi insieme alle rappresentanze sindacali con striscioni e bandiere. Proseguendo in corteo lungo Corso Boccalini, accompagnati da slogan e canti, hanno raggiunto la sede comunale per l’ incontro che si è svolto presso la sala consiliare.

La riunione, lo diciamo subito, ha prodotto l’apertura di un tavolo di concertazione al quale siederanno la Regione Marche, la Prefettura, la proprietà Ragaini, le forze lavoro e sindacali, il Comune di Loreto con il coinvolgimento dei Comuni limitrofi.

Vari gli interventi dei singoli partecipanti.

Loreto. Il sindaco, Paolo Niccoletti

«La rilevanza della Ragaini Radiatori nel tessuto produttivo e sociale ha un grosso impatto nel territorio – ha dichiarato il sindaco Niccoletti – e l’esubero di 166 dipendenti avrà un effetto importante. Per questo farò da garante per aprire un tavolo con regione, prefetto, rappresentanze sindacali dei lavoratori e proprietà per trovare soluzioni congiunte. Un percorso il più possibile condiviso in quanto- ha concluso il sindaco – il lavoro deve essere fonte di ricchezza e non di povertà».

Loreto. Filomena Palumbo della Uil di Ancona

Per Filomena Palombo, della Uil di Ancona: «Siamo in un momento di stallo e questa manifestazione serve per smuovere anche chi non è direttamente coinvolto a partire dalle istituzioni, in particolare i sindaci di Loreto e dei Comuni limitrofi che danno forza lavoro alla Ragaini Radiatori. È ora che la politica si metta dalla parte del cittadino, anche perché chi verrà licenziato andrà a bussare alla porta dei servizi sociali dei vari Comuni».

Loreto. Filippo Franchini, Rsu Cisl Fim della Ragaini

Filippo Franchini della Rsu Fim Cisl dell’azienda ha puntato il dito sui titolari: «Da questo incontro, e dai prossimi che avremo in Regione, cerchiamo di avere visibilità per trovare soluzioni. Per rendere meno indolore il licenziamento attraverso prepensionamenti ed incentivi all’uscita, cosa che al momento i titolari non hanno nemmeno preso in considerazione».

Loreto. Tiziano Beldomenico, segretario Fiom Ancona

«Il sindaco già in passato è stato sensibile alla nostra situazione – ha confermato Tiziano Beldomenico, segretario della Fiom di Ancona – e con le sue parole di oggi siamo fiduciosi che anche politicamente, coinvolgendo Regione, prefettura e soprattutto la proprietà con cui da giorni non c’è più dialogo, si possa in qualche maniera risolvere questa delicata vertenza. Le prossime manifestazioni – ha spiegato il segretario – riguardano un pacchetto di 20 ore di sciopero. Ogni settimana faremo dalle tre alle cinque ore; la prossima settimana vorremmo incontrare la Giunta ragionale o, in seconda battuta, l’assessore al lavoro Bravi».

Nonostante le parole rassicuranti del sindaco, fra i lavoratori è emerso un certo scoramento. «La mia paura è che la proprietà non è molto intenzionata a ritornare sui propri passi – ha confessato qualcuno – anzi, dopo i 166 toccherà ad altri. Vogliono ridurre l’azienda a un ufficio commerciale, con una produzione di radiatori di nicchia che si rivolge a un mercato minimo».

Loreto. La protesta dei dipendenti Ragaini sotto al Municipio

«Sono dieci i titolari – ha spiegato un altro dipendente – hanno quasi tutti un’altra attività parallela. Pensano allo stabilimento in Romania e non hanno nemmeno un piano industriale per Loreto». Gli fa eco un collega: «Quando c’è da lavorare ci lisciano, quando non servi nemmeno ti guardano. E pensare che era una grande azienda».

A margine dell’incontro abbiamo sollecitato il parere di Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle: «Siamo arrivati un po’ lunghi – ha confessato – ma personalmente ho contattato i miei rappresentanti regionali, nazionali ed europei. Vorrei fare un incontro pubblico fra tutte le figure interessate, compresi alcuni parlamentari».

Loreto. Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle

Chiudiamo con Cristina Castellani di Loreto Libera, preoccupata dell’imminente arrivo dell’estate: «La solidarietà va benissimo – ha sottolineato – ma bisogna urgentemente coinvolgere le istituzioni a partire dalla regione Marche, il lauretano ex sindaco Pieroni, la prefettura che non può occuparsi solo degli immigrati. Nel territorio ci sono tante altre problematiche e la vertenza della Ragaini deve rimanere all’attenzione di tutti anche adesso che arriverà l’estate. Come sottolineato dal sindaco, il tavolo di concertazione deve coinvolgere più soggetti possibili».

Loreto. Cristina Castellani di Loreto Libera

Tante buone intenzioni, da parte di tutte le forze in gioco, per questa situazione che si va facendo sempre più ingarbugliata con il passare dei giorni. Considerato anche il muro innalzato dalla proprietà che sembra sorda e cieca alle varie richieste e proposte.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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