Loreto, Venerdì Santo, rappresentazione sacra La Morte del Giusto

A Villa Musone il 15 aprile. Tutti i divieti di sosta e le vie interdette al traffico

Loreto, 14 aprile 2022 – Riprende, dopo due anni di stop causa pandemia, la rappresentazione sacra “La Morte del Giusto”. La Croce di Cristo, il Giusto, seguito da innumerevoli croci, Venerdì Santo 15 aprile dalle ore 20.30 tornerà a Villa Musone, ai piedi del colle Lauretano. Ovviamente, i fedeli che parteciperanno dovranno rispettare le norme anti Covid in essere.

Per l’occasione, e per tutta la durata della manifestazione, sono state interdette al traffico alcune vie e istituiti vari divieti di sosta con rimozione forzata, come da delibera comunale:

dalle ore 18.00 alle ore 24.00 del 15 aprile, divieto di sosta a tutti i veicoli, con rimozione, lungo il tragitto della rappresentazione e precisamente in Via Carducci (dall’intersezione con Via Villa Musone fino all’ingresso del parcheggio parrocchiale), Via Villa Musone, Via Benedetto XV;

dalle ore 20.00 alle ore 24.00 divieto di transito a tutti i veicoli, quelli di soccorso e delle Forze dell’Ordine e quelli a servizio della manifestazione (solo in caso di estrema necessità), in Via Carducci (dall’intersezione con Via Villa Musone fino all’ingresso del parcheggio parrocchiale) e lungo la S.P. 10 “Camerano-Loreto” (dal km. 08+350 al km. 10+200).

Il transito lungo le vie interdette al traffico potrà essere ripristinato, a prescindere dal presente atto nonché dall’Ordinanza dirigenziale della Provincia di Ancona, non appena terminate le esigenze inerenti alla manifestazione e quando le strade stesse si siano rese sgombere dalle persone.

Saranno previsti nei giorni e negli orari sopra indicati:

– la chiusura di Via Brecce all’altezza della rotatoria con Via Tevere direzione Via Villa Musone;

– la chiusura di Piazza Kennedy su Via Villa Musone e la chiusura di Via Quasimodo su Via Villa Musone e/o di altre strade cittadine interessate dalla manifestazione.

Si precisa che in caso di maltempo quanto sopra indicato sarà valido per il giorno successivo, sabato 16 aprile”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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